Servizi straordinari della polizia di Stato
Quando il lampeggiante della pantera arriva a pennellare di blu la strada, ciascuno inizia a recitare la propria parte: c'è chi di colpo si ricorda di avere molta fretta e allunga il passo, chi si immobilizza, come se in quel modo potesse diventare invisibile. E chi indossa la faccia stupita. Per poi sbottare, con fare incredulo: «Perché ce l'avete con me?».
Via Monte Altissimo, giovedì sera intorno alle 20. I poliziotti della questura di Parma, affiancati dai colleghi del Reparto prevenzione crimine di Reggio, dragano le strade intorno alla stazione per l'ennesimo controllo straordinario. E il piccolo mondo di chi intorno ai binari si barcamena, tra sostanze, alcol e vita raminga, bofonchia la propria insofferenza.
Quelli che si ritrovano da queste zone, per la gran parte, sono volti noti per gli agenti, gente che ai controlli di polizia ha fatto il callo. Ma che nonostante tutto non rinuncia ad alzare la voce. «Non ho il diritto di stare dove voglio?», sbraita con poca convinzione una ragazza. Gli agenti, con pazienza, chiedono i documenti, non ribattono a quel berciare e inseriscono i dati nei terminali. Insieme alla giovane un gruppetto di nordafricani, vecchi clienti nel sottobosco dello sballo con in mano bottiglie di liquore stracciabudella, fanno lo spelling dei propri nomi. Nessuno addosso porta sostanze, nessuno alza troppo la voce: adesso, lo sanno anche loro, con le nuove regole della zona rossa, a creare problemi si rischia di rimediare un foglio di allontamento. E lontano da questi marciapiedi, che per molti sono casa, come si potrebbe tirare avanti?
I poliziotti identificano tutti, controllano permessi e documenti e preparano le prossime tappe della serata. Che San Leonardo è, ormai, una via crucis di angoli da frugare.
Mentre la Polfer perlustra le zone più nascoste, tra sottopassi e l'area alle spalle dei treni, il funzionario della questura insieme agli agenti punta su via Trento. All'incrocio con via Palermo un ragazzo straniero tenta di svanire nell'ombra di una saracinesca. Ma anche al buio, in una serata bigia, non è facile farsi ombra: i poliziotti lo fermano e rapidamente gli frugano nelle tasche dove spuntano delle strane palline. «Sono dosi di coca?», chiedono. Quello bofonchia che sono solo pacchetti e viene portato in questura dove si scopre con il narcotest, sorpresa, che ha ragione. «Sono simili alle dosi ma dentro ci sono sassi», spiegano in borgo della Posta. «Il cliente va di fretta, allunga i soldi e prende il fagottino che crede di droga. In realtà il pusher gli ha rifilato una fregatura, ma quello se ne accorge solo quando è ormai lontano». Al market dello sballo succede anche questo. E in una notte di controlli della polizia si devono mettere in conto anche queste scoperte.
Poco più avanti, in via Palermo, gli agenti insieme ai colleghi della polizia locale entrano in un locale etnico: la clientela storce la bocca ma mostra i documenti che rivelano che qui dentro quasi tutti hanno precedenti. E questo giustifica, almeno in parte, il perché dei tanti esposti dei residenti della zona che lamentano una convivenza difficile e chiedono un giro di vite.
Dall'inizio del servizio sono passate ormai un paio d'ore e l'elenco dei controllati si allunga mentre le pattuglie si fermano in un altro locale poco lontano. La trafila è la stessa, il risultato analogo: il nome di tanti dei presenti è collegato a denunce e reati, molti hanno un passato di guai. Il sospetto è che anche il presente possa essere complicato.
La presenza delle pattuglie in zona da ore ha ormai spopolato le strade, quindi gli agenti decidono di spostarsi in un' altra zona. L'arrivo in piazza della Pace provoca un prevedibile fuggi fuggi, mentre una distesa di bottiglie vuote racconta quanto prima fosse affollata la piazza.
Un locale poco lontano viene ispezionato e rimediato un deferimento per aver venduto alcol oltre l'orario consentito. Ma ormai la sera si sta spegnendo. La prima brezza fresca di stagione funziona un po' come i lampeggianti: svuota le strade.
In poche ore sono stati identificati in 60: la metà ha precedenti alle spalle e ora le pattuglie riprendono la via della questura. Resta l'ultima incombenza di un rapporto da compilare. Per stasera finisce così. Ma tra poche ore, tanto, si torna in strada.
Droga in strada
Giovedì pomeriggio una pattuglia delle Volanti è intervenuta in via Muggia dove era stato segnalato un giovane che si stava drogando. All'arrivo della pattuglia è stato trovato un italiano 26enne con numerosi precedenti con in tasca un cacciavite e una freccetta da lancio. Accompagnato in questura è stato denunciato per porto di oggetti atti ad offendere e gli è stata applicata la misura del foglio di via obbligatorio dalla città. Sempre nel pomeriggio, una pattuglia ha fermato un 53enne italiano sorpreso a rubare nel supermercato della Ghiaia. L'uomo ha restituito la merce ed è stato denunciato per il porto di una forbice.
Infine, un moldavo 24enne, fermato in Ghiaia, recentemente indagato per per possesso di documenti di identità falsi, è stato portato in questura e messo a disposizione dell’Ufficio immigrazione: alla fine gli è stato notificato il provvedimento di espulsione con ordine di abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni.
Luca Pelagatti
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