Trasporti
Vita dura per chi viaggia sui vagoni della Pontremolese. Ritardi e cancellazioni improvvise dei treni trasformano sempre più spesso un viaggio di routine in un'odissea. «I continui, costanti e ripetuti disservizi sulla linea ferroviaria Parma–La Spezia stanno rendendo insostenibile la vita dei pendolari, in particolare nel tratto parmense», fanno notare Andrea Massari consigliere regionale Pd e vicepresidente della commissione Mobilità, ambiente e infrastrutture, e Matteo Daffadà, consigliere regionale del Partito democratico. «Non si tratta di episodi isolati: i viaggiatori sono costretti a fare i conti con corse soppresse senza preavviso, spesso aggravate dall’assenza di informazioni sui servizi sostitutivi che spesso non sono neanche previsti. In molti casi infatti, i pendolari devono organizzarsi autonomamente con vere e proprie “carovane” di auto per raggiungere Parma o Fornovo, trasformando un tragitto ordinario in un viaggio di 3 o 4 ore. Una situazione inaccettabile per chi ogni giorno si sposta per lavoro o studio».
I disagi vanno avanti da tempo, «per questo - ricorda Massari - in qualità di vicepresidente della Commissione III Mobilità, ambiente e infrastrutture, insieme al collega consigliere Matteo Daffadà, che segue e segnala questi problemi già dalla scorsa legislatura, abbiamo sollecitato un confronto urgente con l’assessore regionale alla Mobilità, Irene Priolo, che ringraziamo per l’attenzione e aver subito organizzato un confronto con la regione Toscana».
Ma cosa c'entra la Pontremolese con la Regione Toscana? «L’assessore Priolo ha avviato un coordinamento con il collega della Regione Toscana, poiché va ricordato che il contratto per la gestione del servizio di viaggio è gestito della Regione Toscana come anche la manutenzione della linea ferroviaria ricade sotto la direzione Rfi di Firenze - concludono Massari e Daffadà -. È stato quindi concordato di convocare con urgenza un tavolo tecnico congiunto tra le due Regioni e Rfi, con l’obiettivo di individuare soluzioni rapide ed efficaci per garantire la continuità del servizio e tutelare i pendolari».
r.c.
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