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NUOVI IMPIANTI

Telefonia mobile, in città «spuntano» altre dieci antenne

Telefonia mobile, in città «spuntano» altre dieci antenne

27 Ottobre 2025, 03:01

Il problema è sempre lo stesso: da un lato ci sono i cittadini che di punto in bianco si trovano i cantieri per nuove antenne davanti alle finestre o sopra la testa, dall'altro il Comune che deve combattere una battaglia con le armi spuntate.

I nuovi impianti

Soltanto negli ultimi otto mesi, sono stati autorizzati dieci nuovi impianti: via Nitti, strada Greggia, via Antonio Meucci, via Pietro Bianchi, strada dei Mercati, strada del Pozzetto, via Romeo Azzoni, via Giorgio Vasari, via delle Esposizioni, via Langhirano.

In realtà, si tratta di un numero più elevato se si tiene conto anche delle riconfigurazioni delle antenne di telefonia mobile esistenti.

Il Comune pubblica regolarmente sull'albo pretorio le istanze ricevute dallo Suap (Sportello unico per le attività produttive) per la realizzazione o riconfigurazione di nuove stazioni radio base, ossia antenne per la telefonia.

Una lunga lista che preoccupa i cittadini, a partire dai comitati, che in più di una occasione hanno parlato di «invasione silenziosa», chiedendo all'Amministrazione comunale un maggiore impegno sulla materia, pur comprendendo la necessità di poter disporre di una rete tecnologica efficace.

Chiara Vernizzi, assessore alla Rigenerazione urbana, è chiara: «Il lungo elenco di richieste di installazioni che l'Amministrazione comunale riceve quasi settimanalmente è sintomatico della necessità di avere strumenti che consentano ai Comuni di poter gestire e valutare la loro localizzazione in modo più mirato e che non sia solo frutto delle necessità manifestate dagli operatori di telefonia. Come ormai noto, queste infrastrutture sono normativamente assimilate ad opere di urbanizzazione primaria e per questo, in quanto infrastrutture di interesse pubblico, limitano la possibilità dei Comuni di definirne la localizzazione in modo cogente, limitando l'azione comunale al riscontro della presenza di vincoli espressi sulle aree individuate. In questo contesto normativamente così "stretto", il Comune è sempre disponibile nel cercare di mediare tra le esigenze dei territori e quelle degli operatori cercando di trovare le soluzioni che contemperino le esigenze e gli interessi di tutti gli interlocutori, pur non avendo, come anzidetto, strumenti cogenti per imporre i propri orientamenti sugli operatori».

r.c.

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