×
×
☰ MENU

POLEMICA

Materne, botta e risposta Ubaldi-Bonetti sulle tariffe convenzionate

Materne, botta e risposta Ubaldi-Bonetti sulle tariffe convenzionate

21 Novembre 2025, 03:01

Doveva essere una commissione «tecnica», la presentazione di una serie di piccole modifiche al regolamento che disciplina l'accesso alle graduatorie di nidi e materne prima dell'approvazione in consiglio comunale.

In realtà ieri pomeriggio in Municipio è andato in scena un lungo botta e risposta tra Maria Federica Ubaldi (Civiltà parmigiana) e Caterina Bonetti, assessora ai Servizi educativi, sulla «rigidità» delle rette convenzionate per chi - alla materna - sceglie di frequentare una paritaria in convenzione.

L'illustrazione dei correttivi messi in campo dall'Amministrazione comunale è durata pochi minuti: «Una revisione - ha spiegato la Bonetti - figlia dell'importante cambiamento dello scorso anno e improntata, in primis, sulla semplificazione».

È stata data, tra l'altro, una definizione più puntuale dei nuclei monogenitoriali, effettuata una revisione dei controlli e una modifica di una parte della convenzione con le paritarie per rendere più scorrevole la lista d'attesa (si darà per definitiva l'iscrizione già nel mese di settembre).

Proprio quest'ultimo punto è stato al centro delle critiche della Ubaldi. «Le convenzioni con le paritarie sono nate zoppe - ha attaccato -. Capisco che rendere definitiva l'iscrizione a settembre sia di aiuto alle paritarie e faccia scorrere le liste d'attesa, ma il problema sono le rette. Sono infatti previsti sono due scaglioni, entrambi penalizzanti per le famiglie». «Il primo - ha proseguito Maria Federica Ubaldi - è per famiglie con un Isee inferiore o uguale a 7.500 euro e prevede una retta di 110 euro mensili. Una cifra che non cambia - a differenza di quanto avviene nelle strutture comunali - anche per chi ha un Isee inferiore. La retta prevista per tutti gli altri è quella massima. Questo significa, ad esempio, che chi ha un Isee di 20mila euro, deve far fronte a una spesa di 1.500 euro annui in più rispetto a quanto spenderebbe in una scuola comunale. Davvero tanti».

L'assessora Bonetti ha replicato precisato che il «modello di convenzione richiesto dai gestori, non prevedeva la possibilità di posti in appalto, ma ha dei vincoli precisi da rispettare, a partire dal tetto alla tariffa massima, della quale beneficiano tutti i bambini che si iscrivono alle paritarie convenzionate». È stato anche spiegato che applicare una tariffazione lineare richiederebbe un impegno economico molto importante per l'Amministrazione comunale.

Quanto alla tempistica, «si tratta di un equilibrio delicato - ha precisato la stessa Bonetti - ma abbiamo verificato che, comprimendo i tempi di scelta delle famiglie, le liste di attesa scorrono più velocemente e si possono così dare risposte a un maggior numero di persone che chiedono di usufruire di questo importante servizio».

Nel successivo dibattito sono intervenuti anche altri consiglieri, tra cui Sandro Campanini, capogruppo del Partito democratico, che si è soffermato sulla valenza dell'accordo con le paritarie per rispondere alle necessità delle famiglie.

Michele Alinovi, presidente del consiglio comunale, ha fatto presente che la questione riguarda «un numero residuale di famiglie».

L.M.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI