sanità
Urla, minacce e insulti. Se va bene, gli operatori della sanità locale - qui vengono prese in esame le testimonianze e i dati forniti dall'Azienda ospedaliero universitarie e dall'Azienda Usl - devono fare i conti con un'aggressività verbale crescente. Dal Covid in poi la situazione è peggiorata. Lo dicono i numeri: nel 2024, all'ospedale Maggiore le aggressioni verbali sono aumentate del 19% rispetto all'anno precedente. Nelle strutture dell'Ausl l'aumento, sempre tra il 2023 e il 2024, c'è stato, anche se è molto più contenuto: +2,5%.
Però non esistono solo le aggressioni verbali. Quando va male, dalle parole si passa rapidamente ai fatti, con pazienti che schiaffeggiano gli infermieri del pronto soccorso, che sfondano le porte a sassate, che tirano i pugni al vetro del triage (il punto accettazione, detto in modo semplice), che distruggono sedie e che strattonano i medici.
Come dimostra la tabella in alto, le aggressioni fisiche sono in diminuzione sia all'interno dell'ospedale che nelle strutture dell'Ausl sparse sul territorio. In ospedale sono calate del 19%, mentre all'interno dell'Azienda Usl del 58%. Ma le buone notizie sono subito rovinate dal dato sui danneggiamenti a seguito di aggressioni verbali o fisiche. In ospedale sono cresciuti del 300%, mentre l'Ausl certifica un calo dei danneggiamenti dell'89%.
Le aree «calde»
Il pronto soccorso per quanto riguarda l'ospedale Maggiore e i locali del Dipartimento Salute mentale e dipendenze patologiche per quanto riguarda l'Ausl sono le due aree a rischio, cioè i servizi in cui si concentra il maggior numero di aggressioni, sia fisiche che verbali, stando ai dati forniti dalle due aziende sanitarie.
Partendo dall'ospedale, su 56 aggressioni verbali nel corso del 2024, 20 si sono verificate nel pronto soccorso e 21 nell'area degenze, mentre su 17 aggressioni fisiche 6 si sono verificate nel pronto soccorso e 9 nell'area degenze.
Passando in rassegna i numeri dell'Ausl, si scopre che su 82 aggressioni verbali, sempre nel 2024, 19 si sono verificate nel Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche, 18 nel Dipartimento cure primarie e 13 nel Dipartimento sanità pubblica. Per quanto riguarda le aggressioni fisiche (24 in totale), la stragrande maggioranza è stata registrata nel Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche.
Il quadro regionale
Fuori dai confini parmigiani, la situazione è ancora peggiore. Nel 2024 i casi segnalati sono stati 2.682, l’11,7% in più rispetto all’anno precedente, quando furono 2.401. Crescono le aggressioni verbali (+12,5%), mentre calano quelle più gravi, di tipo fisico (-11,9%). In pratica, la Regione ha calcolato che ogni giorno ci sono sette operatori aggrediti.
Cambio di mentalità
Stefano Moretti, direttore del servizio Prevenzione e protezione aziendale dell'Ausl, invoca un cambio di atteggiamento da parte degli operatori della sanità pubblica. «Bisogna far percepire l'attenzione del sistema sanitario nei confronti del paziente. Gli operatori devono far capire che comprendono, che percepiscono il dolore altrui. Occorre ricordare che il nostro comportamento - conclude - è già una terapia».
Strategie di difesa
Giuseppe Munacò direttore del servizio di Prevenzione e protezione aziendale dell'ospedale, premette: «C'è una predisposizione negativa da parte dell'utenza. Arrivano in pronto soccorso pretendendo tutto e subito. Noto che è anche aumentato un disagio sociale di tipo economico». Munacò poi elenca i numerosi provvedimenti adottati dall'Azienda ospedaliero universitaria per prevenire e scoraggiare le aggressioni. Si va dalla mappatura dei punti più bui, in cui verrà potenziata l'illuminazione, all'installazione di nuove telecamere di videosorveglianza. «Ce ne sono già 180 all'interno dell'ospedale che è come un piccolo comune con 6mila abitanti fissi, più l'utenza». Non è finita. Munacò parla anche della chiusura delle porte dei padiglioni nelle ore notturne, del posto di polizia al pronto soccorso dal lunedì al sabato mattina. «Abbiamo aumentato gli agenti di polizia in servizio, passati da due a tre». Sono aumentati anche i pulsanti antipanico e i servizi di sorveglianza, da parte della vigilanza privata, nelle aree tecniche e negli spogliatoi del personale per arrestare l'escalation dei furti.
Emilia Solinas responsabile della struttura semplice dipartimentale interaziendale medicina di genere e strategie organizzative di benessere aziendale annuncia il lavoro sulla leadership all'interno dell'Ausl e dell'ospedale. «Bisogna lavorare sull'empatia, valorizzando questa competenza». Perché non solo i pazienti sono aggressivi: può succedere che le tensioni si scatenino anche tra colleghi.
Pierluigi Dallapina
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