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Intervista

Rkomi in concerto al Teatro Regio: «Più vicino al mio pubblico»

Rkomi in concerto al Teatro Regio: «Più vicino al mio pubblico»

di Silvia Dall'Asta

09 Dicembre 2025, 03:01

Accento milanese spiccato, capello ricciolo sbarazzino, inconfondibile senso dell’umorismo: ecco come si presenta Mirko Manuele Martorana, che in arte, con la sua metatesi, è semplicemente Rkomi.

Classe '94, per i suoi 10 anni di carriera, che per altro vedono la partecipazione a due edizioni di Sanremo (2022 e 2025), da ottobre sta girando l’Italia per far risuonare, dopo quattro anni, il suo «Decrescendo» nei teatri d’ Italia; Parma è tappa domani alle 21 nel sontuoso Teatro Regio. Partendo da una sonorità rap, circa 10 anni fa, inizia a farsi largo nella scena italiana con brani che segneranno per sempre come «Apnea», «180», «Milano bachata» (feat. Marracash), «Acqua calda e limone», (feat. Ernia), «Areoplanini di carta» (feat. Izi). Siamo negli anni 2016-17, momento in cui si sta costruendo tutta l’attuale scena rap-trap, e Rkomi condivide una parte importante con i «Bimbi» (Sfera Ebbasta, Tedua, Ghali, Izi) ora diventati tutti colonne portanti del sound italiano.

Ai più, probabilmente è diventato noto per «Nuovo range» (feat. Sfera Ebbasta), tormentone indiscusso dell’estate 2021, e per lo stesso album «Taxi driver» dalle sonorità pop-urban. La peculiarità dell’artista però, è proprio questa: il percorso di generi e stili musicali, che come lui stesso sottolinea, sono «vite» a sé, «ere» differenti della sua storia, legate comunque da un filo conduttore.

Ma quali sono i brani che per eccellenza andrebbero a riassumere il «primo Rkomi», quel poco più che ventenne in una Milano alla ricerca di riscatto?

«Apnea la sceglierei per coerenza musicale e probabilmente per fama. Per delineare la foga che quel ragazzo delle case popolari doveva a tutti i costi buttare fuori, con l’incoscienza propria di quell’età, probabilmente citerei “Verme” (feat, Noyz Narcos)».

Ora, che di orizzonti ne ha già varcati un po', il ritmo delle cose si è un po' più moderato...

«Adesso, solo nelle canzoni, cerco di limitare l’ardore nel senso più schietto e brutale del termine. So di essere meno brusco, anche perché la responsabilità aumenta ma soprattutto perché sono maturato, il che non è per forza un pregio, e inevitabilmente il pensiero cambia; certe idee di un tempo, che oggi mi rendo conto essere incoscienti, non mi rappresentano più appieno, soprattutto per i modi di esprimerle ma fa inevitabilmente parte del percorso di crescita. Resta il fatto che io sono ancora il Mirko delle popolari e quella parte di me ci sarà sempre».

E il teatro, in tutto ciò, che c’entra?

«Passato e futuro: ecco la frase emblematica per ritrarre il tour. Dopo tutto questo tempo dagli ultimi concerti (nonostante tv, brani e tanto altro), volevo riavvicinarmi al pubblico nel modo più intimo possibile. Per i giovani a teatro probabilmente si fa appena più fatica perché bisogna rompere un po' gli schemi rispetto a ciò che siamo abituati, ci sono più regole da rispettare e meno digitalizzazione rispetto a un palazzetto, volevo mettere il mio pubblico in una condizione tale per cui si creasse ancora più connessione, scegliendo i brani che hanno segnato l’evoluzione di questi anni».

Sul palcoscenico del Regio, che lui stesso ha dichiarato essere uno dei più belli del tour, vedremo dunque i diversi capitoli dell’ultimo decennio, racchiudendo, in poche ore, passato e futuro, dal sound rap al pop. Scelta che collima perfettamente con il pubblico, principalmente Millenial e Gen Z, che si ritrova in un contesto d’altri tempi, dal fascino più antico.

Il preludio del suo arrivo allo scorso Sanremo, e possiamo dire anche all’impostazione di questo tour, è stato «Odio quindi sono», soprattutto il video, in cui emerge il Mirko di oggi, ripreso nel pezzo sanremese «Il ritmo delle cose», che preannuncia l’album. Il punto su cui verte è proprio il distacco relazionale, problema della società odierna, andando a riscoprire i rapporti interpersonali, per uscire da quell’«apnea» di superficialità a cui siamo sempre più sottoposti. Tutto questo, intonato in una cornice elegante e regale, per portare il domani a ciò che è stato ieri.

Il concerto fa parte della rassegna «Tutti a Teatro». Ultimissimi biglietti su circuito ticketone.

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