TRIBUTO
A Parma chi possiede una o più seconde case, spende in media 1.400 euro all'anno di Imu.
Si tratta di una cifra superiore alla media nazionale, che si ferma a 977 euro, ma inferiore a quanto si spende nelle città che occupano i primi dieci posti di questa classifica. I dati arrivano da uno studio sul saldo Imu 2025 a cura del servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, mezzogiorno, immigrazione della Uil.
«Lotteria iniqua»
Il sindacato parla dell'Imu come di una «lotteria fiscale» iniqua, in prossimità della scadenza del 16 dicembre per il versamento del saldo.
Le disparità, a livello nazionale, in effetti sono molto significative: basti pensare che a Roma si pagano in media 3.499 euro per le seconde case, mentre a Palermo appena 391 euro, quasi nove volte meno.
I dati evidenziano differenze marcate tra Nord e Sud. Dopo Roma, le città più care sono Milano con 2.957 euro, Venezia con 2.335 euro, Torino con 1.984 euro e Firenze con 1.973 euro. All'opposto, oltre a Palermo, le città più economiche sono Pesaro con 394 euro, Cosenza con 395 euro ed Enna con 460 euro.
Il sindacato chiede una riforma catastale per eliminare le disuguaglianze. In altre parole, secondo la Uil, chi possiede patrimoni immobiliari di alto valore, case di lusso o immobili lasciati vuoti deve contribuire di più, mentre chi ha redditi medio-bassi, famiglie numerose o affitta a canone concordato deve beneficiare di sconti automatici e tutele certe.
Le aliquote
Per quanto riguarda le aliquote per le seconde case, nella maggior parte delle città italiane - Parma compresa - sono al 10,6 per mille.
Scende invece al 6 per mille l'aliquota per le abitazioni di lusso quasi ovunque.
Il calcolo
«Ai fini della ricerca - spiega lo studio - facendo riferimento agli estimi catastali di ogni provincia, è stata calcolata la rendita media degli immobili per cui è dovuta l’Imu. Fatta questa elaborazione, come previsto dalla normativa vigente, tale rendita media è stata rivalutata del cinque per cento e moltiplicata per il coefficiente di riferimento».
A questo valore «sono state applicate le aliquote estrapolate dalle delibere comunali pubblicate, entro e non oltre il 28 ottobre - si legge ancora - sul sito del Dipartimento delle Finanze».
Chi paga l'Imu
L'imposta municipale propria non è dovuta sull'abitazione principale (a meno che non rientri tra le abitazioni di lusso), ma su seconde case, immobili commerciali, aree edificabili e terreni agricoli.
Sono equiparate alle prime case anche altre categorie specifiche come le case popolari, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e i fabbricati utilizzati come alloggi sociali.
Stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate del 2020, sono oltre 26,1 milioni i proprietari che versano l’Imu: per il 41 per cento sono lavoratrici e lavoratori dipendenti e pensionati. Il gettito complessivo annuo pari a 19,4 miliardi di euro.
L.M.
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