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Indagine Istat

Sulle strade di Parma calano incidenti e feriti, ma non i morti. Le contromisure di Comune e Provincia

Sulle strade di Parma calano incidenti e feriti, ma non i morti. Le contromisure di Comune e Provincia

di Pierluigi Dallapina

17 Dicembre 2025, 03:01

Le strade italiane sono un campo di battaglia. Lo dicono i numeri dell'Istat: ogni giorno muoiono, in media, 8 persone a causa degli incidenti. In totale, nel 2024 sono decedute 3.030 persone, 9 in meno rispetto all'anno precedente: un calo impercettibile, anche se nel corso degli anni la situazione sta lentamente migliorando.

E a Parma? Gli indicatori della città e della provincia certificano un calo degli incidenti (52 in meno pari a un -3,6%) e dei feriti (91 in meno pari a un -4,9%), mentre i per quanto riguarda i morti (24) non c'è stata nessuna diminuzione, restando invariati rispetto al 2023.

Nota di metodo: per l'Istat, che si rifà alla definizione data dalla Convenzione di Vienna del '68, l'incidente stradale è un fatto che avviene in un luogo aperto alla circolazione pubblica che coinvolge veicoli e che provoca lesioni alle persone. Gli scontri senza feriti non vengono quindi conteggiati nel report di ieri.

I numeri del Parmense

L'analisi pubblicata dall'Istat sugli incidenti stradali in Italia (l'anno di riferimento è il 2024), dimostra che il calo dei morti in provincia di Parma è più lento rispetto ad altre province dell'Emilia-Romagna. È infatti la provincia di Rimini (-33,3%) a segnare il calo più alto di morti sulle strade nel periodo che va dal 2019 al 2024: Parma (-27,3%) è quinta, dietro le province di Forlì-Cesena (-30,2%), Bologna (-29,4%) e Modena (-28,1%).

Se il confronto riguarda un periodo di tempo più lungo (2024-2010), il calo più vistoso è nella provincia di Reggio Emilia (-47,9%) seguita da Bologna (-44,2%), anche se Parma fa registrare una diminuzione importante (-38,5%). In tutte le altre province emiliano-romagnole, purtroppo, il calo dei decessi a causa degli incidenti è più contenuto. Il tasso di mortalità (i morti per incidente stradale rapportati alla popolazione media residente per 1 milione o 100mila) a Parma è del 5,3: meglio, in regione, fanno Bologna, Reggio e Rimini (4,7).

Situazioni più rischiose

Istat ricorda che in regione i mesi più critici per numero di incidenti sono stati luglio, giugno e maggio, mentre l’80,3% degli incidenti si è verificato tra le 8 e le 21, anche se il venerdì e il sabato notte sono i momenti più a rischio: qui si concentrano il 48% delle vittime e il 46,6% dei feriti.

Una città a 30 all'ora

«Nelle città il fattore determinante resta la velocità. La calmierazione delle velocità, ottenuta attraverso Zone 30, interventi di traffic calming e un aumento dei controlli, ha un impatto diretto e misurabile sulla sicurezza stradale», spiega Gianluca Borghi, assessore comunale alla Mobilità, prima di ricordare alcuni degli interventi portati avanti dal Comune in città. «A fine luglio 2025 abbiamo affidato i lavori per la realizzazione di cinque nuove Zone 30 nei quartieri San Leonardo, Montanara, Molinetto e Cittadella, per un investimento complessivo di oltre 100mila euro, all’interno del Piano urbano della mobilità sostenibile. Interventi - sostiene - che hanno previsto nuova segnaletica, miglioramento dell’illuminazione e dispositivi di moderazione del traffico. Ridurre la velocità non significa penalizzare la mobilità, ma aumentare la sicurezza, la vivibilità dei quartieri e la qualità dello spazio pubblico. I dati ci dicono che questa è la strada giusta e su questa strada continueremo a lavorare».

Ponti e guard rail

«Per quanto ci sia un trend che può dichiararsi positivo, finché quei numeri non arriveranno prossimi allo zero non si potrà essere pienamente soddisfatti», premette Daniele Friggeri, vice presidente della Provincia con delega alla Mobilità e Infrastrutture.

Ma cosa sta facendo la Provincia per migliorare le strade del territorio? Friggeri cita il piano «legato alla sicurezza dei ponti che sta andando avanti ormai da qualche anno e che ha ottenendo importanti risultati dall'Appennino alla Bassa», oltre al «piano barriere e segnaletica». Ma non basta: «in accordo con le amministrazioni locali, la Provincia sta portando avanti un grande intervento di educazione alla sicurezza stradale all'interno delle scuole». E poi ci sono le piste ciclabili, come quella delle «Regge ducali, che porterà dal Casino di Sala Baganza fino alla Reggia di Colorno». Ma i milioni spesi per le strade non basteranno mai se continueranno a mancare prudenza e attenzione.

Pierluigi Dallapina

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