CONDANNA
Il colpo era andato benissimo. E il carico era prezioso: 167 chili di rame per un valore di oltre 8.000 euro. Così importante il bottino, che si era mostrato pronto a tutto pur di difenderlo. Fino a ingaggiare un inseguimento rischiosissimo con i carabinieri: erano stati costretti a sparargli alle gomme, pur di fermarlo, dopo che aveva trascinato per alcuni metri un militare che era riuscito ad aprire la portiera e gli era rimasto agganciato. Arrestato e accusato di rapina e resistenza aggravate, il ragazzo - 28enne, nato a Parma da una famiglia nomade, già alcuni precedenti alle spalle - è stato condannato a 4 anni dalla gup Gabriella Orsi.
Era entrato in azione nella notte tra il 16 e il 17 maggio scorso. Sapeva dove agire, e l'obiettivo l'aveva studiato da tempo: una ditta nella zona di via dei Mercati. Aveva caricato quattro bobine di rame su un furgone parcheggiato nel cortile e poi era filato via. Nessun problema fino a via Montanara, quando a una pattuglia di carabinieri quel furgone, in giro a quell'ora, aveva fatto sorgere qualche sospetto. Con lampeggianti e sirena gli avevano intimato l'alt, ma in tutta risposta il 28enne aveva pigiato sull'acceleratore.
Una fuga portata avanti per una ventina di chilometri: prima era andato verso Felino, poi era tornato indietro fino in via Langhirano. Alla prima pattuglia, se ne erano aggiunte altre, ma lui non aveva intenzione di fermarsi. Anzi. Aveva tentato di investire un carabiniere che si era messo davanti al furgone quando era uscito di strada e, anche dopo i colpi alle gomme, era rimasto alla guida, finché era finito nel parcheggio del Campus rischiando di travolgere un gruppo di ragazzi. Eppure, uscito dal furgone, si era anche messo a correre nei campi lì intorno. E per finire, quando era stato bloccato, aveva piazzato due cazzotti sul volto del carabiniere che lo stava ammanettando.
G.Az.
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