L'ex miss Parma
Il suo limbo è largo come l’Atlantico e ancora più amaro. Per certi versi, Antonio Alejandro Mariangel Pradenas è sospeso sull’oceano: non più in Cile e non ancora in Italia, nonostante sia a Parma da aprile. Lasciate alle spalle l’inflazione, la crisi economica e la violenza del narcotraffico dilagante nel suo Paese d’origine, è incappato nella burocrazia del Paese d’elezione, in attesa del permesso di soggiorno. Ha tutto il diritto d’ottenerlo, lui, genitore di due bimbe nate dall’unione con una donna tanto parmigiana da aver rappresentato la bellezza di casa nostra. Già, la mamma delle due piccole, di tre e cinque anni, è Anna Maria Nagy, miss Parma 2007, violinista diplomata al Boito e ora insegnante di musica. Alejandro (a sua volta violoncellista) e Anna Maria non sono sposati, ma che lui sia padre di due minori italiane dovrebbe a maggior ragione spalancargli una corsia preferenziale verso la regolarizzazione. E invece tutto è bloccato da un grande ingorgo. Sulla consegna dell’agognato documento non possono esserci dubbi: l’incognita è tutta sui tempi. Per ora si sa solo che è «in produzione» a Roma: la data di ritiro verrà annunciata con un sms. Che chissà quando arriverà. E intanto chi lo attende in tasca ha un pezzo di carta che per la ricerca del lavoro vale più o meno come uno straccio.
Alejandro in Italia era arrivato diciottenne a inizio millennio. Anna Maria, l'aveva conosciuta al Conservatorio, nel fatidico 2007. Con lei, aveva seguito anche i corsi dell’Accademia della Scala di Milano. Nel 2015, la decisione di partire insieme per il Cile (dopo che lui per un anno e mezzo aveva fatto parte di un’orchestra a Durban, in Sudafrica). «Trovai posto come insegnante di musica negli istituti italiani a Santiago e a Vigna del Mar, mentre Alejandro divenne docente di violoncello al Conservatorio di Valdivia, dove fu anche direttore» ricorda la violinista, che a scuola era soprannominata la «Bolocco», dal cognome di Cecilia, la cilena Miss Universo 1987.
Le figlie, entrambe con doppio passaporto, sono nate in Sudamerica. Dei motivi del ritorno in Italia si è detto. Anche se ora Pradenas non è più così sicuro di aver fatto la scelta giusta, abbandonando tutto, spinto in ogni caso dalla volontà di stare con la compagna e le figliolette. «Nate loro - prosegue Anna Maria -, dal 2020 ho moltiplicato i miei rientri a Parma, dove risiede la mia famiglia d’origine, con la quale viviamo ora». Poi, nel settembre del 2024, l’acquisto di un biglietto di sola andata. Anzi, di solo ritorno.
Espletati gli impegni e chiuse le utenze, Alejandro la seguì l’aprile scorso, pronto a cercare una nuova orchestra italiana e ripartire da capo. Ma prima doveva mettersi in regola. «Intasata l’agenda telematica per prendere appuntamento in Questura - spiega l’ex miss Parma -, usammo il kit postale, dove si inseriscono tutti i documenti per la richiesta del permesso di soggiorno: una volta spedito il tutto, bisogna aspettare la convocazione per essere sottoposti ai rilievi fotodattiloscopici. Nel frattempo, attraverso il kit, si ottiene un foglio provvisorio con un codice che, oltre a evitare l’espulsione, dovrebbe permettere di lavorare, pur non dando diritto a tessera sanitaria e medico di famiglia. Nemmeno con la patente Alejandro può mettersi in regola, dovendo convertire quella cilena. Ed è costretto a restare in Italia, perché alla frontiera il foglio rischia di non valere nulla». Condizionale più che d’obbligo per il lavoro, perché quasi mai il pezzo di carta è accettato. Da quando ha inviato il kit postale, il 17 maggio scorso, il violoncellista è riuscito a suonare solo per il Maggio fiorentino.
In teoria, dalla consegna del kit alla convocazione per foto e impronte non dovrebbe trascorrere più di una 40ina di giorni. Nella pratica, invece, a Pradenas l’appuntamento in Questura è stato dato il 12 dicembre. «Quel giorno - prosegue Anna Maria Nagy - speravamo che fosse subito stampato il permesso. Ma non è stato così. E nemmeno si sa quando avverrà la consegna. Capisco che ci siano carenze d'organico, però è tutto così frustrante. Ancora di più se si pensa che la posizione di Alejandro è chiarissima».
L’unica data certa è il 17 febbraio, quando scadrà il foglio ottenuto con il kit postale (per quel che vale). Il rischio è di dover avviare una nuova pratica non appena in possesso dell'agognato documento consegnato troppo vicino alla scadenza. Imprevedibile Italia: ora è più facile vincere un concorso per una cattedra che regolarizzare un integerrimo cileno, padre di due bimbe italiane. Nel frattempo, infatti, la musicista parmigiana è diventata insegnante di ruolo nel Cremonese. Il precario è Alejandro.
Roberto Longoni
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