La situazione
C’è una trama sottile che associa i paesi della montagna parmense, rappresentata da territori fragili e dal dissesto diffuso. La provincia di Parma si segnala, ormai da anni, come il territorio maggiormente colpito dalla franosità dei versanti. E la Valtaro non fa eccezione.
In questi giorni, infatti, torna a fare i conti con una fragilità strutturale che il maltempo rischia di aggravare ulteriormente.
Ad innescare l’allarme del dissesto è stata la frana di Monte Gallo, in territorio di Valmozzola, ribattezzata la frana di Lamino, riattivata dopo una quindicina di anni, ancora in movimento seppur con fasi alterne.
La frana resta, in queste ultime settimane, il simbolo di un dissesto idrogeologico che interessa un’area più ampia e che in questi giorni desta forte preoccupazione tra amministratori, tecnici e residenti, soprattutto per le minacce alla viabilità, interessando da vicino la strada comunale che conduce a Calcaiola e, più a valle, la strada di Fondovalle Taro.
Nel versante opposto, quello di Berceto, la situazione è resa complessa da una serie di dissesti localizzati lungo la rete viaria comunale, con tratti di strada chiusi o percorribili solo parzialmente per motivi di sicurezza.
Smottamenti, cedimenti della carreggiata e movimenti del terreno stanno mettendo a dura prova collegamenti già delicati, in un territorio montano dove la viabilità rappresenta spesso l’unico legame tra frazioni e servizi essenziali.
Rimane chiusa al traffico la strada che collega Pagazzano all’imbocco del casello autostradale di Borgotaro, e nella Val Manubiola, il dissesto ha creato un «ottovolante» con avvallamenti che accentuano le problematiche della viabilità nei collegamenti con Ghiare di Berceto.
Sempre in Val Manubiola, nonostante gli interventi sul versante, continua a destare preoccupazione la frana che, seppur in modo circoscritto, si è nuovamente mossa con il maltempo.
In tema di viabilità, sta creando preoccupazione la situazione della strada che accede al paese di Castellonchio, l’unica che conduce all’abitato, minata da cedimenti localizzati. A rendere problematica la situazione sono anche i corsi d’acqua che in alcuni tratti della Val Manubiola e in prossimità di Valbona, esercitano una erosione sulle sponde aggiungendo instabilità al versante.
Nel territorio di Terenzo, in Val Vizzana, rimangono interrotti i collegamenti fra la strada statale della Cisa con quella di Fondovalle Taro per lavori di mitigazione del dissesto fra Corniana e Cazzola.
Il quadro che emerge nei primi giorni dell’inverno è quello di un territorio che ancora una volta si trova a difendere il proprio equilibrio fragile, dove il dissesto idrogeologico è il risultato di fattori naturali che riguardano la geologia, le pendenze e la rete idrica, aggravati nel tempo dall’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi.
Valentino Straser
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