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NEONATI SEPOLTI

Chiara, niente carcere. Ma scatta il braccialetto elettronico ai domiciliari

Chiara, niente carcere. Ma scatta il braccialetto elettronico ai domiciliari

14 Gennaio 2026, 03:01

Traversetolo Si dissolve l’incubo del carcere. Almeno in questa fase.   Chiara Petrolini rimarrà nella villetta di Vignale. Agli arresti domiciliari, ma con il braccialetto elettronico: la Procura ha fatto scattare l’applicazione del dispositivo, dopo che la decisione del Tribunale del Riesame è diventata esecutiva. Successivamente alla notifica delle motivazioni del provvedimento, alla fine dello scorso mese, le parti avevano dieci giorni di tempo per presentare ricorso, ma né la difesa né i pm l’hanno fatto.

Una scelta, da entrambe le parti, abbastanza prevedibile, considerando il tempo trascorso, senza alcun problema, visto che la ragazza è ai domiciliari dal 20 settembre 2024, e il fatto che ormai alcuni aspetti fondamentali sono cristallizzati. Inoltre, per quanto riguarda la quotidianità della ragazza, e quindi dal punto di vista difensivo, poco cambia concretamente con l'applicazione del braccialetto. «Abbiamo ritenuto fosse inutile impugnare il provvedimento del Riesame perché, sia dal punto di vista indiziario che delle esigenze cautelari, la Cassazione si è già pronunciata», sottolinea il procuratore Alfonso D'Avino. Nessun commento da parte del difensore Nicola Tria, se non la conferma che il provvedimento non è stato impugnato.

E' così che a Chiara, 22 anni, accusata di aver ucciso e poi sepolto nel giardino di casa i suoi due figli appena nati, è stato applicato il braccialetto. Una «cavigliera», in realtà, che farà scattare un allarme nel caso di spostamenti non autorizzati. E un provvedimento scaturito da un secondo Riesame: i giudici bolognesi si erano infatti pronunciati lo scorso giugno dopo che la Cassazione aveva annullato, con rinvio, la decisione di un primo e diverso collegio che aveva disposto il carcere per Chiara. Con il trascorrere dei mesi, però, secondo i giudici del Riesame bis, le esigenze cautelari si sarebbero attenuate, almeno per quanto riguarda il contesto familiare. Né il padre né la madre si erano accorti delle gravidanze della ragazza, e nemmeno dei parti, ma proprio alla luce di ciò che è accaduto, ora la funzione di controllo sarebbe garantita. E in questo senso i domiciliari sarebbero «sufficienti» a scongiurare la reiterazione dei reati.

Tuttavia, Chiara è autorizzata a lasciare la villetta di Vignale per gli incontri con la psicoterapeuta, con cui sta già portando avanti da mesi un percorso. E proprio durante queste uscite ci sarebbe il pericolo di recidiva, ossia di poter avere incontri e rapporti sessuali con il rischio di gravidanze ed eventuali «esiti omicidiari», scrive il Tribunale del Riesame. Chiara è stata in grado di ingannare tutti, in passato, avendo dimostrato «notevolissime capacità decettive», sottolineano i giudici, e quindi potrebbe approfittare delle uscite per incontrare nuove persone e reiterare i reati. Da qui la decisione di imporre il braccialetto elettronico per sorvegliare le uscite da casa.

Così, salvo eventuali violazioni, Chiara affronterà i mesi che verranno, almeno fino alla fine del processo, ai domiciliari. E non è escluso che anche dopo la sentenza di primo grado possa rimanere nella villetta di Vignale. Lì, dove in un angolo del giardino, era stato scoperto il primo neonato, il 9 agosto 2024, e meno di un mese dopo i resti del secondo, partorito nel maggio 2023. Ma ciò che determinerà il procedimento - e il suo futuro - sarà la perizia psichiatrica. Le specialiste nominate dalla Corte d'assise hanno ottenuto una proroga per depositare la relazione. Il nuovo termine scadrà tra nove giorni. Il bivio. Tra condanna e assoluzione.

Georgia Azzali

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