Commissariamento
Il commissariamento dell’Emilia-Romagna per i mancati tagli alle dirigenze scolastiche continua a tenere banco, in particolare nel Parmense dove la misura interessa due realtà montane: si tratta degli IC di Bedonia (358 studenti su 26 classi) e di Corniglio (359 studenti su 42 classi). Per il sindaco valtarese Gianpaolo Serpagli, così si sacrificano territori già fragili. «Il rischio – dice - è di perdere l’IC che racchiude i plessi di Bedonia (asilo 3-6 anni, elementari e medie), Isola di Compiano e Tarsogno (asilo ed elementari). Perderemo di fatto autonomia scolastica, dirigenza, segreteria e direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga), una figura apicale che coordina il personale e sovrintende ai servizi generali, contabili e amministrativi collaborando con il dirigente scolastico. In sostanza: nessuna chiusura immediata, ma meno diritti di scelta e meno autonomia per le scuole locali. In questo anno scolastico le nostre amministrazioni hanno investito per garantire l’apertura di tutti i plessi e Bedonia ha ceduto diritti numerici a favore di Isola e Tarsogno, proprio nell’ottica di mantenere tutti i presìdi aperti».
Serpagli non si fida della rassicurazione «nessun taglio e nessuna chiusura di plessi». «Temo – dichiara infatti - l’ennesimo scivolamento del bacino dell’Appennino verso valle. Abbiamo sempre puntato sulla scuola, che sul nostro bilancio incide per circa mezzo milione di euro tra trasporto, mensa, gestione e integrazione dell’offerta formativa. Prima della nefasta riforma Gelmini, il numero minimo nei comuni montani per avere autonomia, dirigente e Dsga era di 300 iscritti. Dopo la riforma fu portato a 400. Oggi gli iscritti all’IC di Bedonia sono 358. La Provincia, grazie al lavoro del presidente Fadda, ha garantito il mantenimento del nostro istituto. Ora tutti questi sforzi rischiano di andare a finire nel nulla».
Serpagli ricorda che la Provincia a breve convocherà un tavolo di confronto. «Ora chiedo ai parlamentari di Parma di aiutare i nostri territori a mantenere le autonomie. Mi sembra ridicolo che, per fare cassa — peraltro in modo del tutto irrisorio — si vada a colpire la scuola. Se il problema sono i soldi, siamo disposti a mettere le risorse che mancano. Sappiamo già che, oltre ai quasi 60mila euro tagliati dalla finanziaria 2025 al nostro bilancio da parte del governo, anche quest’anno ci sarà un ulteriore taglio non ancora quantificato».
Dello stesso parere anche il sindaco di Corniglio Paolo Quagliaroli, che promette di muoversi su tutti i fronti possibili. «Vogliamo che il nostro IC, che già comprende i plessi di quattro comuni (oltre a Corniglio, anche Monchio delle Corti, Palanzano e Tizzano) rimanga com’è senza perdere risorse e posti di lavoro che sono fondamentali per il nostro territorio». Per entrambi gli amministratori, attuali parametri nazionali non aiutano i territori montani, «anzi – aggiunge Quagliaroli -, qualora venissero applicati alla lettera, entrando in contraddizione con la nuova legge per la montagna, li penalizzerebbero pesantemente. Auspico che alla fine prevalga il buon senso, anche alla luce delle criticità che si creerebbero con l’accorpamento degli IC: temo che l’assenza sul territorio degli attuali servizi scolastici crei alle famiglie disagi tali da indurle a trasferirsi in comuni più a valle o in città. Sarebbe la fine per le nostre montagne».
Monica Rossi
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata