Fratelli Davoli dal 1953
La storica Salumeria Fratelli Davoli va in pensione. Un lunga storia che risale al 1953 e che ha visto un'intera famiglia «emigrare» dai monti reggiani prima a Milano, poi in provincia di Monza per tornare a Parma alla fine degli anni Settanta. Un percorso fatto di lavoro, sacrifici e passione, che ha trovato nella forza della famiglia unita il suo vero motore.
A raccontarlo sono i fratelli Davoli, Giovanni e Leo, legati da un affetto profondo e da una vita di lavoro condivisa alla guida della storica salumeria ed enoteca di via San Leonardo, al numero 145. Tutto ha inizio nel 1953, quando Bruna e Riccardo Davoli, genitori di Giovanni e Leo, aprono a Castelnovo ne Monti, la «Trattoria del Mercato» nella piazza centrale. Nel 1957 la famiglia si trasferisce a Milano e ricomincia dalla gavetta. Leo passa dal Bar Alemagna a lavorare come cameriere all'hotel Andreola a Milano, un albergo noto per ospitare nomi illustri dello sport, tra cui Fausto Coppi e la Dama Bianca. Giovanni frequenta la scuola, ma nel pomeriggio si arrangia con diversi lavoretti: vende bibite a San Siro e fa il raccattapalle al Tennis Club Lombardo, lo stesso frequentato da Lea Pericoli e Mike Bongiorno. Alla famiglia Davoli la determinazione non manca: «Nel 1963 abbiamo rilevato una trattoria a Muggiò, vicino a Monza - raccontano i fratelli Davoli -. Siamo partiti con 15-20 coperti al giorno e, in dodici anni, siamo arrivati a 200, con circa 350 matrimoni all’anno». Alla fine del 1975, per l’età avanzata dei genitori, la trattoria Mazzini chiude. «Io e mio fratello abbiamo poi rilevato un bar in pieno centro a Milano, vicino a corso Buenos Aires - ricorda Giovanni -. Anche se la fortuna non ci è mancata, dopo due anni abbiamo dovuto lasciare. Era un periodo difficile: mio fratello era stato persino minacciato con una pistola per quattro gettoni del telefono». È a quel punto che nasce l’idea di cambiare vita. «Abbiamo deciso di cambiare aria e, tramite un amico, abbiamo trovato un locale a Parma, in via San Leonardo, inaugurato il primo dicembre 1977».
All'inizio era una bar di campagna con la stufa a legna, il biliardo e chiusura alle 19. Poi piano piano eravamo aperti 24su24, ed è stato aggiunto un banco con panini: da Milano arriva il celebre panino caldo, destinato a diventare negli anni una vera firma della casa, preparato con salumi selezionati, verdure e la salsina di Liliana, moglie di Leo e figura fondamentale nella storia del locale. Al lavoro c'erano Giovanni, Leo, Liliana e i cinque dipendenti: «La nostra missione era chiara - spiegano i fratelli Davoli -: valorizzare l’eccellenza dei prodotti di Parma». Con il tempo, il bar torna a essere una trattoria, diventando un punto di riferimento e di incontro per il mondo industriale e non solo, con clienti da tutta Italia. Tra gli avventori non mancano ospiti illustri: da Ambrosetti ai giocatori del Parma degli anni d’oro, dai grandi piloti ai cantanti del calibro di Ornella Vanoni. La cucina è quella della grande tradizione, guidata per anni da Liliana, punto di riferimento imprescindibile del locale e anima dei fornelli. È a lei che si deve la continuità della qualità, dai tortelli alle lasagne fino ai bolliti, preparati con rigore, competenza e profondo rispetto della stagionalità. Una trattoria che ha segnato la storia del quartiere più metropolitano di Parma. «Ero riuscito anche a creare un'alta selezione di salumi che spedivo in tutta Europa», prosegue Giovanni.
La trattoria resta attiva fino all’aprile 2005, quando, spinta dalla profonda passione di Giovanni per il buon cibo e il buon vino, la famiglia Davoli rileva un’antica salumeria proprio accanto, sempre in via San Leonardo. Nasce così un nuovo spazio dedicato alla valorizzazione dei prodotti della Food Valley, affiancato da un’enoteca con vini accuratamente selezionati, che ottiene fin da subito grande apprezzamento dal pubblico. Dietro al bancone, negli anni, si sono alternati Leo, Giovanni e la moglie Isolde, con la collaborazione dei rispettivi figli Mauro e Ursula, il cui contributo è stato determinante nella crescita dell’attività.
Una storia che prosegue per vent’anni, fino al 31 dicembre scorso, quando la famiglia Davoli decide di chiudere la salumeria, tra la commozione dei clienti: «E adesso che voi chiudete noi dove andiamo?». «Abbiamo chiuso per diversi motivi - confessano i fratelli Davoli -. È arrivato il tempo del riposo e oggi è sempre più difficile trovare personale specializzato. Non è vero che i giovani non hanno voglia di lavorare, ma vanno formati».
«Ci mancano i clienti - sottolineano -, il contatto con il pubblico, la ricerca dei prodotti e i tanti complimenti, che per noi sono sempre stati veri premi alla carriera. Perché se dai qualità, la gente torna».
E con un filo di commozione concludono: «Vogliamo ringraziare tutti i clienti per l’affetto che ci hanno sempre dimostrato e la città di Parma. Ci dispiace molto aver chiuso la nostra storica salumeria».
Mara Varoli
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