FONTANELLATO
Fontanellato E’ corsa veloce ieri mattina la notizia dell’improvvisa scomparsa di Marco Catellani, stroncato da un malore nella serata di domenica nella casa di campagna di Casalbarbato dove viveva da sempre, nello stesso stabile in cui abitano anche la mamma Luisa e la sorella Emanuela con il marito Giorgio.
Una notizia che ha viaggiato da telefono a telefono, arrivando anche a chi lo incrociava per lavoro e a chi ne condivideva le fatiche sui pedali, lasciando in tutti la stessa sensazione di incredulità per un destino che è apparso a tutti davvero ingiusto.
Catellani aveva 56 anni e il suo era il profilo di chi non si ferma mai. Uomo di relazioni autentiche e di schiettezza emiliana, aveva costruito la sua carriera professionale nel settore del «food & beverage» con passione.
Dopo gli esordi nella Ccepp, la cooperativa che per decenni è stata un’istituzione per i baristi e i ristoratori di Parma, si era messo in proprio come agente di commercio, curando mandati per salumifici e case vinicole prestigiose. Il suo ufficio erano le strade e i locali del Parmense e della vicina Lombardia: posti dove non si limitava a consegnare prodotti ma portava competenza e allegria.
«Univa la vita privata al lavoro perché era talmente appassionato che si divertiva proprio a lavorare - ricorda con commozione il cognato Giorgio -. Si era costruito un giro di clienti notevole, era conosciutissimo perché faceva quello che amava con una generosità naturale». E la stessa energia Marco la riversava nel ciclismo, la passione che aveva preso il posto del calcio dopo gli anni trascorsi a difendere i colori della Fontanellatese. Da oltre vent’anni macinava migliaia di chilometri e nelle ultime stagioni era stato uno dei «motori» del Bike Team Fidenza, realtà che aveva contribuito a far crescere e con la cui maglia aveva sfidato la polvere e il pavé delle grandi classiche del Nord.
Con Giorgio e con gli amici del gruppo aveva infilato in calendario appuntamenti che per un ciclista amatore hanno il sapore delle grandi tappe: Giro delle Fiandre, Gand-Wevelgem, Parigi-Roubaix. «L’8 marzo dovevamo essere insieme alle Strade Bianche: era già iscritto», aggiunge il cognato.
«Giù dalla bicicletta era una persona solare, si faceva fatica a trovargli un difetto», ammette Giancarlo Mariotti, presidente della società ciclistica, informato della scomparsa nelle prime ore della mattina di ieri. «Proprio poche settimane fa aveva coronato il desiderio di acquistare una Canyon top di gamma: ne andava orgogliosissimo, convinto che quel nuovo telaio lo avrebbe aiutato ad andare ancora più forte». Un dettaglio che ricorda volentieri anche Adriano Malori. «Era tutto contento perché aveva preso la bici dei suoi sogni, quella di Van der Poel: per lui era la Ferrari delle biciclette. Era il regalo che si era fatto per la pensione, anche se in pensione non c’era ancora».
L’ex campione del mondo non era solo il suo «consigliere» più fidato in ambito due ruote, ma un pezzo di famiglia: Catellani era stato il testimone di nozze di sua moglie Giorgia. «Marco era una persona che se doveva dare 100 ti dava 120. Amava la bicicletta per la passione pura, senza l’ansia della prestazione – ricorda Malori –. Spesso pedalavamo insieme, sulle strade di provincia, e si finiva a casa nostra: lui portava il vino buono, io facevo la griglia. Cose semplici ma profondamente autentiche che ci mancheranno molto». Un’amicizia schietta, nutrita di stima e di quel tempo speso bene che oggi lascia il ricordo di un uomo capace di godersi ogni momento con autentica generosità.
Questa sera alle 20,30, nella chiesa di Priorato, sarà recitato il rosario. Il funerale sarà celebrato domani alle 10, nella stessa chiesa, partendo dall’ospedale Maggiore di Parma alle 9.30. Al termine della funzione, la salma proseguirà per il cimitero di Casalbarbato.
r.c.
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