Il Parma ieri ha annunciato di aver prolungato di un anno il contratto di Bruno Alves. Il capitano crociato, classe 1981, essendo nato il 27 novembre, giocherà così sino alla soglia dei quarant'anni. E chissà che non ci prenda gusto e provi a imitare il suo predecessore con la fascia al braccio, Ale Lucarelli, che ha smesso due mesi prima di compierne 41.
Quanto è stato importante D’Aversa per questa parte di carriera di Bruno Alves?
«Tanto e in modi diversi: per come intende il calcio, per come intende il posizionamento dei calciatori in campo e questo mi aiuta a giocare meglio. Ma è stato importante anche perché mi capisce come giocatore, capisce il mio stile di gioco e rispetta questo modo di giocare, perché sa cosa posso dare in campo in base alla mia esperienza. Questo è importante non solo per me ma anche per tutti quei calciatori che stanno crescendo con lui e con il suo modo di fare calcio».
Che campionato può fare il Parma?
«La nostra ambizione è sempre la stessa: dare il massimo durante la settimana e il meglio di noi stessi nelle partite. Proveremo a vincere tante partite, in questo momento siamo focalizzati nell’obiettivo stagionale che è la salvezza. Dopo vedremo cosa succederà. I risultati che stiamo ottenendo possono farci credere ancora di più in noi stessi ma dobbiamo restare sempre attenti e concentrati perché nel calcio le cose possono cambiare rapidamente. La cosa più importante è mantenere la stessa compattezza a livello di squadra e di ambiente».
Come ha reagito alla notizia della morte di Kobe Bryant?
«E’ una tragedia, perché è stata una leggenda non solo nel basket ma proprio nello sport. La vita è veramente difficile da capire certe volte, dobbiamo vivere giorno dopo giorno perché non sappiamo cosa possa accaderci domani. Lui ha lasciato una grande eredità a tutti quelli che amano lo sport. Non è più con noi ma le sue imprese e il ricordo della sua persona ci saranno sempre».
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