MILANO
Fabrizio Corona
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Fabrizio Corona con l’accusa di tentata estorsione per una vicenda, già emersa nei mesi scorsi, scaturita dalla denuncia di una donna, che si era rivolta all’ex "re dei paparazzi" nel 2021 per servizi editoriali e pubblicitari su un libro che lei voleva pubblicare. E che, poi, avrebbe subito, a suo dire e stando anche alle indagini concluse, un presunto ricatto dall’ex "fotografo dei vip" con al centro un video intimo che la ritraeva e che lui aveva realizzato.
La difesa di Corona, in affidamento terapeutico per scontare le condanne definitive, aveva riferito che c'era già «una causa civile in corso» tra i due, in relazione al contratto per i servizi dell’agenzia di Corona alla donna. Sempre secondo la difesa, l’ex "fotografo dei vip" le aveva detto che «se fosse stato costretto a difendersi» nel procedimento civile «sarebbe venuto fuori anche il rapporto personale che avevano avuto», compreso quel video che documentava la relazione.
La donna si era rivolta all’ex 're dei paparazzì e alla sua agenzia per la pubblicazione di un libro con sue «confessioni» e per la sponsorizzazione dello stesso attraverso canali social e contatti, sempre a pagamento.
Agli atti dell’inchiesta alcune chat e anche una telefonata che, secondo l’accusa, proverebbe il tentativo di estorsione. «Fabrizio ha consegnato ai carabinieri i video e le chat tra loro, non ha niente da nascondere e ci sono dei testimoni», aveva chiarito l’avvocato Chiesa, parlando della nuova inchiesta a carico di Corona come di una «bufala ciclopica».
Stando a quanto sostenuto dalla difesa, la donna aveva versato i compensi per quei servizi («il libro è stato fatto», ha detto il legale) ma poi si sarebbe lamentata «che il libro non vendeva e quindi che era colpa di Fabrizio».
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