FEMMINICIDIO
L’attenzione adesso è tutta su Padova, dove nella Basilica di Santa Giustina vi sarà l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin: sono attese diecimila persone e i varchi per accedere alla chiesa saranno aperti dalla ore 9, ma i molti che non potranno entrare potranno contare sui maxischermi allestiti in in Prato della Valle e sulle dirette tv.
«E' un detenuto come tutti gli altri altri. Ora sta prendendo le 'misurè di questa realtà, shoccante per chi vi entra la prima volta» riferiscono fonti qualificate.
Ma la piazza di Padova domani non avrà occhi che per Giulia. La sua gigantografia, rimasta esposta in queste settimane davanti al municipio di Vigonovo, è stata portata nella Basilica, che è tra l’altro il più antico luogo di culto della città e una delle più grandi della cristianità: ritrae la giovane con un vestito rosso, sorridente, in altalena. C'è attesa soprattutto per le parole che pronuncerà papà Gino, che si è prearato un discorso scritto, per non cedere all’emozione mentre dirà addio alla figlia. «Abbiamo scelto una chiesa grande - ha detto domenica l’uomo - affinché arrivi un messaggio di grande partecipazione, lo abbiamo voluto così perché arrivi questo messaggio».
E il messaggio è arrivato visto che nella città del Santo sono attese circa 10mila persone, forse anche di più. Le vie del centro attorno a Santa Giustina e Prato della Valle saranno blindate, chiuse al traffico e off limits per ogni attività commerciale. Il governatore Luca Zaia ha proclamato il lutto regionale. «Faccio un appello ai veneti: - ha detto - diamo un segnale durante le esequie di Giulia. Chi può abbassi la serranda, chi può spenga le luci alle 11, per 5, 10 minuti o anche per un’ora». Il Tg1 trasmetterà la funzione funebre in diretta, e così farà Canale 5, con uno speciale; le immagini delle esequie saranno trasmesse in diretta anche da Telechiara, l'emittente della Diocesi di Padova. La cerimonia sarà presieduta dal vescovo mons. Claudio Cipolla.
Intanto sul procuratore di Venezia Bruno Cherchi, che coordina l’inchiesta sull'omicidio di Giulia, incombe il rischio di un trasferimento d’ufficio. Motivo, i suoi rapporti con un perito, il professore Massimo Montisci, ex presidente dell’istituto di Medicina legale di Padova, coinvolto in vicende giudiziarie. Rapporti che secondo la minoranza della prima commissione del Csm (due consiglieri su 6) avrebbero appannato l'immagine di imparzialità di Cherchi. La relazione di maggioranza (3 voti) chiede invece l’archiviazione. A decidere sarà mercoledì prossimo il plenum di Palazzo dei marescialli.
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