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lettera al direttore

Violenza sulle donne: non ci sono distinzioni

Violenza sulle donne: non ci sono distinzioni

di Andrea Furia

13 Gennaio 2022,13:14

Egregio direttore,
ha destato non poco scalpore quanto è accaduto nella notte di Capodanno a Milano nella zona di piazza Duomo dove alcune ragazze sono state pesantemente molestate da gruppi di giovani ragazzi, in gran parte stranieri di origine nordafricana, ma c'è anche chi sostiene che fossero ragazzi di «seconda generazione», comunque sia, molti di loro parlavano arabo.
Violenze e abusi documentate da molti filmati. Purtroppo le nostre città in alcune zone, anche centralissime o in determinate occasioni, diventano terra di nessuno dove a quanto pare tutto è permesso e concesso, dove anche le forze dell'ordine sono restie ad intervenire, almeno questa è l'impressione che si ha dopo aver visto i filmati.
In questi giorni a molti sono venuti in mente i fatti di Colonia dove nella notte di Capodanno del 2016 circa 170 donne vennero prima pesantemente molestate e poi aggredite sessualmente e infine alcune di loro rapinate da un'orda di migranti di origine araba e nordafricana. Tra i fermati dei gravi e vergognosi fatti circa la metà era richiedente asilo.
Fatti che destarono in Germania non poco scalpore e preoccupazione proprio perché avvenuti nella civilissima, accogliente e tollerante Colonia. Proprio poche settimane prima la nostra allora presidente della Camera Laura Boldrini in un tweet datato 18 ottobre 2015 scriveva: «A Colonia vincono accoglienza e lungimiranza».. Accoglienza e lungimiranza evidentemente che dopo poche settimane vennero purtroppo ripagati in malo modo.
Quanto accaduto a Colonia non fu un caso isolato: fatti simili, sempre nella notte di Capodanno e sempre ad opera di migranti, avvennero anche a Stoccarda, Amburgo e in altri Paesi come Svezia, Finlandia e Svizzera. Le notizie delle aggressioni passarono all'epoca un po' in sordina sui media, in particolar modo su quelli di sinistra.

La sinistra è sempre stata in prima fila quando c'è da combattere la violenza contro le donne però nei casi in cui il responsabile o i responsabili delle violenze sono migranti allora le cose cambiano.
E anche questo modo di fare è razzismo, sicuramente non della peggior specie, ma pur sempre di razzismo si tratta.
Non si può giudicare «gravissimo», e lo è intendiamoci, il comportamento ignobile di quel tifoso che all'uscita dello stadio ha palpeggiato in diretta televisiva una giornalista e poi ignorare o peggio minimizzare quanto accaduto a Milano solo ed esclusivamente perché cambiano i protagonisti.

Parma, 9 gennaio

© Riproduzione riservata

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