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lettera al direttore

Razzismo ideologico

16 Ottobre 2024, 09:29

Caro direttore,
le dimissioni di tre docenti membri del Comitato scientifico della Gnam (la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma che custodisce la più completa collezione dedicata all'arte italiana e straniera dal XIX secolo a oggi), per protesta per la presentazione del libro di Italo Bocchino «Perché l’Italia è di Destra» dimostrano un vero e proprio razzismo ideologico.
Lo si può condividere o meno (come il sottoscritto) ma questo è tutt'altro discorso.
Certa intellighenzia di sinistra ritiene che le istituzioni siano cosa propria e pensano che far parlare un esponente di destra sia un reato. Questi docenti si comportano come Hiroo Onoda, il militare giapponese che dopo quasi 30 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, nel 1974, nella giungla sull'isola filippina di Lubang si rifiutava di comprendere che la seconda guerra mondiale era finita e voleva ancora combattere.
Questi "magnifici" tre vogliono di fatto controllare l’offerta culturale italiana nel Gnam.
Non si rendono conto che non rappresentano la maggioranza degli italiani e c’è un governo democraticamente eletto dal popolo italiano che non la pensa come loro.
Questo comportamento è razzismo ideologico e politico perché la casa editrice che ha organizzato l’evento (la Solferino) usa tra l’altro presentare tutti i suoi libri lì.
Sono stati presentati libri di Floris, Di Bella, Augias e altri che legittimamente fanno propaganda anti-destra e nessuno, giustamente, tappa loro la bocca.
Nel momento in cui la stessa casa editrice presenta invece un libro che loro definiscono «propaganda a favore del governo», scatta il «no tu no» per cui Italo Bocchino diventa un figlio di un dio minore e non ha lo stesso diritto di altri giornalisti, che possono scrivere libri contro Meloni e Salvini e presentarli.
Questi componenti dimissionari dal Gnam stanno cercando semplicemente di fare una cagnara politica per interessi dei loro circuiti culturali.
Da decenni il circuito culturale della sinistra ritiene cosa propria anche il Gnam e quindi il solo fatto che un giornalista di destra presenti un libro diventa uno sfregio alla loro occupazione.
La sopravvivenza di una certa sinistra è dipesa, in larga misura, dalla sua infiltrazione sistematica nel mondo culturale e accademico che sin dal secondo dopoguerra ha occupato posizioni chiave nel giornalismo, nelle università, nelle scuole e la cultura è stata spesso trasformata in un campo di battaglia ideologico e le idee alternative alla loro sono soffocate o marginalizzate.
Non si rendono conto che il vento è cambiato.

Parma, 14 settembre

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