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lettera al direttore

Il cambiamento climatico

Lettera al direttore

Lettera al direttore

24 Agosto 2025, 17:03

Gentile direttore,
ho la fortuna di avere un piccolo orto, un piccolo frutteto e un piccolo apiario. Negli ultimi anni ho toccato con mano l’impatto dei cambiamenti climatici anche su queste minuscole attività; tanti come me hanno avuto la stessa esperienza.
Certo gli impatti a livello planetario, peraltro già previsti da diversi decenni dagli scienziati e confermati da organismi internazionali, sono infinitamente più importanti e impattano sulla vita di tante popolazioni del nostro pianeta determinando anche migrazioni di milioni di persone non solo verso l’Europa.
I negazionisti del clima hanno dapprima negato l’esistenza dei cambiamenti climatici («il clima è sempre cambiato») e, di fronte alle evidenze contrarie, mettono in dubbio il ruolo che hanno le attività antropiche su tali cambiamenti, contrapponendosi ancora una volta alla scienza oltre che agli organismi internazionali (Onu in primis) che mettono in primo piano tale ruolo.
La riduzione dell’impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici è una necessità non più rinviabile, fermo restando il fatto che occorrerà per un certo e indefinito periodo cercare di convivere con una realta’ sempre più critica.
L’individuazione degli strumenti per ottenere risultati sta alla scienza e alla politica, quella vera, che si traguarda non alle prossime elezioni ma ai prossimi decenni, senza distinzioni fra destra e sinistra, senza dimenticare il fatto che intervenire sugli interessi economici, finora sfacciatamente a favore delle grosse multinazionali, sarebbe un intervento di necessaria giustizia sociale.
Chi, come gli attuali negazionisti, afferma che l’unica opzione sia quella di adattarsi all’ineluttabile, sta ragionando come la rana bollita che si è adattata continuamente, fino a morirne.
Monticelli T., 22 agosto

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