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IL TEST

Karoq, magico Suv di Skoda

Lo sport utility si rinnova. E i sedili permettono qualsiasi tipo di soluzione

Skoda, magico Karoq

18 Giugno 2022, 20:09

Se c'è una cosa a cui una Skoda proprio non può rinunciare è la capacità di offrire soluzioni semplici ma in grado di stupire. Insomma, l'ormai celebre «simply clever». E allora per parlare del restyling di Karoq, Suv di mezzo dell'ampia gamma di sport utility Skoda, partiamo da una soluzione davvero unica, Varioflex. Ovvero, i tre sedili posteriori che scorrono in avanti, si abbattono singolarmente, si smontano con un click aprendo orizzonti da trasloco. In totale 45 possibili configurazioni, da 588 fino a un massimo di 1810 litri di volume di carico. Si può rimuovere anche il solo sedile centrale per cambiare posizione agli altri due trasformandoli in comode poltrone. Non solo: Skoda ha pure l'accortezza di coprire automaticamente i chip che resterebbero scopeti rimuovendo i sedili evitando che vi entri polvere.

L'abbiamo presa da lontano ma Varioflex riassume la filosofia Skoda che, in attesa di una svolta elettrica sempre più imminente, rinnova una gamma già Suv giovanissima (Kamiq, classe 2019 è il più “vecchio2, Wnyaq Coupé deve ancora arrivare sulle strade). Karoq per il facelift si regala un nuovo frontale con una generosa calabdra esagonale e paraurti con air curtain, ovvero una soluzione che contribuisce a migliora l'aerodinamica complessiva. Sicché, senza ricorrere alla foglia di fico del mild hybrid, il Suv di Skoda riduce le emissioni lavorando su coefficiente aerodinamico, pesi, miglioramenti nell'efficienza dei propulsori e adottando cerchi «lenticolari» (e confermandoci tutti i nostri dubbi sull'efficacia reale dei mild hybrid...).

Concludiamo con le novità visibili: fari anteriori e posteriori full Led, spoiler posteriore nel colore della carrozzeria e - all'interno - piccola manutenzione di routine, modanature ridisegnate, digital cockpit, ambient light nelle portiere posteriori. Si regala qualche vezzo in più lo Sportline con paraurti specifici in tinta, clanadra specchiettie finiture in nero lucido, interni sportivi e un benzina 2.0 TSi 190 Cv con cambio doppia frizione Dsg e trazione integrale.

A proposito di motori, se il 190 Cv per il mercato italiano è destinato a pochissimi amatori, la parte del leone la faranno il 1.5 benzina e il 2.0 turbodiesel, quest'ultimo in particolare se dovesse beneficiare dei 2000 euro di incentivi (legati all'estensione del termine di consegna oltre i 180 giorni), previsti peraltro anche per la versione con il 1.0 TSI benzina. Già che ci siamo, i prezzi: la forbice va dai 27.200 euro del 1.0 TSI Ambition fino ai 40.600 del 2.0 TDI Evo Dsg 4x4 con infinite possibilità nel mezzo, gestite per lo più da pacchetti che semplificano il listino.

Detto che i miglioramenti riguardano anche sicurezza e infotainment (con nuovi contenuti di serie, tra i quali ricordiamo 7 airbag, adaptive cruise control, front e lane assistant), mettiamoci al volante. Spassionatamente, il 2.0 turbodiesel 150 Cv è il nostro preferito: pastoso, silenzioso, deciso in accelerazione, garantisce consumi contenutie fluidità di marcia dalle tangenziali fino ai tornanti di montagna. Il 1.5 benzina è sicuramente meno brillante e fatica di più in salita ma basta e avanza per l'uso di tutti i giorni. Neutro il comportamento nel misto, sicura la frenata e ottima la visibilità.

Secondo noi

CI PIACE
Praticità in tutto, dai comandi ai sedili Varioflex. I motori del Gruppo Vw sono una garanzia, il cambio Dsg uno dei migliori in circolazione. Ottima visibilità al volante. I ritocchi estetici sono azzeccati
NON PIACE
A cercare il pelo nell'uovo la plancia non brilla per originalità e - se foste animati da furia ecologista - non ci sono versioni elettrificate. però i consumi non ne risentono

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