Il test
Diciamolo subito: l'elettrico fa ancora tanta fatica nel nostro Paese. E se non sei un'utilitaria da città (come la C3 che spopola) o un Suv modaiolo (tipo C3 Aircross, sempre per restare in famiglia) tutto diventa ancora più difficile. Peccato, perché Citroën ë-C4 ha davvero parecchie cose da dire.

Nei suoi quattro metri e 36 riesce a piazzare sotto un design moderno e deciso 5 posti (comodi), un crossover con la guida rialzata quel tanto che basta, una coda sportiva e di grande personalità che nasconde un bagagliaio onesto di 380 litri che possono diventare 1250. Ma non giriamoci intorno, la vera protagonista, più che C4, è quella “ë”, che sta ovviamente per elettrica.
Prime domande di rito di fronte a una vettura con la spina: quanto costa e che autonomia ha? Al netto degli incentivi siamo intorno ai 38mila euro (si arriva fino a 42.250 per la Shine Pack) e il range d'azione omologato Wltp è di 350 km. Prima della terza fatidica domanda - quella sui tempi di ricarica - cerchiamo però di capire quanto quei 350 km siano vicini alla realtà. Rispetto ad altre elettriche, ë-C4 è più «onesta» e la distanza reale da quella di omologazione non è abissale.
Se si accetta di usare il piede di velluto, e magari si fa anche il sacrificio di utilizzare la modalità Eco (che taglia la potenza e i «fronzoli» a bordo, come il climatizzatore...) allora fra strade urbane ed extraurbane si possono percorrere anche 270-280 km, insomma più che sufficienti per qualsiasi utilizzo. Esempio pratico: sul percorso Parma-Cremona-Monticelli-Fidenza-Parma (230 km) ci sono avanzati 40 km di autonomia. E faceva pure freddo: le temperature rigide (così come il caldo torrido che costringe a usare il clima) non fanno bene all'elettrico, d'altronde non si può pesnare di guidare solo in prinavera... Se invece si imbocca il casello dell'autostrada e magari si passa ogni tanto il limite allora i conti da fare sono diversi. Per capirci: a Milano si va, ma non si torna.
Eccoci dunque alla ricarica: Citroën offre di serie il cavo da 22 kW attraverso il quale si fa un «rabbocco» di corrente per le emergenze alle batterie da 50 kWh in un'oretta a meno che non si abbia la buona sorte di imbattersi in una colonnina supercharge che dimezza i tempi.
Per il pieno con la Wallbox in garage calcolate fra le cinque e le 7/8 ore ma con le colonnine da 22 in un paio d'ore vi garantite 200 km di guida in silenzio.
Già, e al volante? Servosterzo docile, sedute molto comode e una buona visibilità mettono a proprio agio il guidatore. Il display centrale domina la plancia (un po' scomodo il tasto manuale del menù subito sotto) e nel tunnel è ridotto al minimo il cambio - giusto una rotellina con a fianco il tasto “B” per aumentare il recupero di energia e il selezionatore delle modalità di guida (Eco, Normale, Sport).
La ë-C4 alla guida è fluida, il peso delle batterie poste sul pianale non è per nulla fastidioso e la deriva molto ridotta e il recupero di energia in rilascio non è fastidioso (come in altre elettriche) nemmeno utilizzano la funzione “B”. Il pezzo forte? La ë-C4 assorbe molto bene - come da tradizione della Casa - le asperità e lo sterrato grazie alle ottime sospensioni progressive.
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