Contromano
I numeri, di per sé, sono solo numeri. Ma letti e interpretati raccontano molte cose. Ad esempio: lo scorso anno in Italia sono stati prodotti 379mila veicoli che - auto più auto meno - sono gli stessi usciti dalle nostre fabbriche nel 1959. Ma mentre allora quel numero scandiva l'Italia del boom che si motorizzava a colpi di 500 e 600 (appena 5 anni prima la produzione era la metà), oggi invece l'automotive annaspa, lontana anni luce non solo dal massimo storico (1,9 milioni a fine anni '80) ma pure dai «fasti» recenti del 2017, abbondantemente sopra il milione.
Che l'Italia non abbia un piano industriale sull'automotive e si accontenti di sterili tamponi con incentivi nell'ultimo miglio della filiera è evidente. Ed è altrettanto vero che la Spagna nel volgere di pochi anni ha operato un percorso inverso abbattendo il costo dell'energia e incentivando gli investimenti.
Eppure pensare che il problema sia solo nostro (o di Stellantis) sarebbe riduttivo. Purtroppo. Già, perché anche in Francia butta male: Stellantis ha annunciato la chiusura dello storico stabilimento di Poissy nel 2028, a 90 anni esatti dall'apertura. E prima era toccato a Renault a Boulogne-Billancourt e a Flins.
La verità è che la manifattura europea non regge il confronto con la Cina, ma quel che è peggio è che non si accorge di consegnarsi al «nemico»: Stellantis starebbe trattando - con tanto di benedizione del governo - una partnership con il colosso Dongfeng Motor dando accesso al costruttore cinese proprio agli stabilimenti sottoutilizzati in Europa.
Non vi ingannino i numeri positivi di Stellantis nel primo trimestre (immatricolazioni +12%) perché in Europa sono trainati proprio dal brand cinese Leapmotor entrato nell'orbita di Filosa and friends.
Fin dai tempi di Confucio i cinesi insegnano a sedere in riva al fiume in attesa che scorra il cadavere del nemico. E così come sanno vincere in silenzio a Hormuz (e probabilmente in futuro a Taiwan...) senza sparare un solo colpo, nell'automotive i cinesi a breve avranno un solo problema: troppi cadaveri che rischiano di bloccare le acque del fiume.
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da Fepa Spa
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata