Cannabis, uno studio (anche) parmigiano: negli shop facile superare la dose consentita
31 Maggio 2019, 04:53
«La dose di cannabis in grado di creare un effetto drogante, da un punto di vista medico, oscilla tra i 4 e i 5 mg. Ma se compro 15 grammi di vegetale, di infiorescenze, cosa che è possibile fare nei cannabis shop, troverò che ad essi corrispondono 15 mg di principio attivo, quindi tre volte la dose drogante». A parlare è Giovanni Serpelloni, senior fellow alla Università della Florida, ex capo del Dipartimento politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, da sempre convinto della pericolosità anche delle cosiddette droghe leggere. Serpelloni ha redatto uno studio che «è a disposizione del governo» e al quale hanno partecipato anche le Università di Ferrara, Parma e Verona.
«Bisogna distinguere - spiega -: una cosa è la percentuale di Thc (tetraidrocannabidiolo, cioè il principio attivo) nella pianta, e un’altra è la quantità assoluta di thc, che è quella che determina l’effetto psicoattivo o drogante. La dose mediamente presente nello spinello di una volta era 15 mg, quando la marijuana aveva una percentuale del 6% di thc. La pianta naturale di cannabis ha una percentuale che naturalmente va dal 4 al 6%, ma le piante che coltivano oggi in modo intensivo arrivano al 38% di thc. Ora, siamo andati in questi negozi e abbiamo appurato che non c'è limite alla vendita del vegetale o delle infiorescenze, quindi è facilissimo superare la dose consentita. Stanno vendendo, stando alla sentenza di ieri della Cassazione, materiale stupefacente». Non solo, «se io fumo anche saltuariamente cannabis light, il thc si accumula nei tessuti grassi per molti giorni. E se chi la fuma viene fermato dalla polizia stradale gli viene ritirata la patente perchè risulta positivo al drug test. Tutto questo non viene detto agli acquirenti». Inoltre, l’esperto spiega che nella sentenza sono citati anche gli oli contenuti nella cannabis e che ne contrastano gli effetti psicotici: «questi oli sono stati separati per aumentare il potere della cannabis e vengono venduti come rilassante. In realtà sono dei farmaci veri e propri che in America vengono usati come antiepilettici». Lo studio evidenzia inoltre la facilità, a detta di Serpelloni, di estrarre il thc della cannabis, anche con il gas butano: «cosa che ogni adolescente può fare seguendo un banale tutorial».