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Allarme in via Burla

Contagi fermi, ma il carcere ormai è "in quarantena"

Risparmiate una sezione e il 41 bis

Contagi fermi, ma il carcere ormai è "in quarantena"

20 Marzo 2022, 08:33

Il garante

«Regole di sicurezza
non rispettate. Alcuni
non possono neanche comprarsi la mascherina»

Centoquaranta. Una cifra elevata. Il numero di positivi nel carcere di via Burla, tra detenuti e personale, sarebbe per il momento fermo alla cifra raggiunta nella giornata di giovedì. Pare, però, che il numero, già alto, sia comunque destinato a salire e il livello di attenzione resta altissimo.

Le ultime notizie fotografano, infatti, l'immagine di un carcere in quarantena in cui gran parte delle attività sono state sospese.

Al momento, tra Alta e Media Sicurezza e nuovo reparto, sono 119 i detenuti positivi (su un totale di circa settecento che si trovano all'interno del penitenziario), a cui vanno aggiunti ventuno agenti della polizia penitenziaria.

Uniche sezioni che risultano attualmente immuni dai contagi sono la 1B della Media sicurezza e il reparto 41 bis.

Va sottolineato che all'interno della casa circondariale proseguono i colloqui con i familiari e con gli avvocati, assicurati anche a distanza, nel rispetto delle procedure di sicurezza (tamponi antigenici rapidi), mentre sono sospese per almeno due settimane tutte le altre attività che si svolgono in via Burla tra cui quelle in comune e quelle che riguardano scuola e formazione. Importante anche sottolineare il fatto che nessun detenuto al momento presenta sintomi che possano preoccupare.

Nel frattempo, dovrebbe essere in programma nella giornata di oggi lo screening riservato al personale della polizia penitenziaria che si trova a operare in una situazione di ulteriore difficoltà.

Sull'emergenza in via Burla, che viene costantemente monitorata dall'Ausl, è intervenuto il garante regionale Roberto Cavalieri che ieri ha incontrato il direttore dell'istituto parmigiano Valerio Pappalardo.

«Questa rapida diffusione del contagio nel carcere di Parma preoccupa - ha spiegato senza giri di parole il garante - perché inattesa ma anche perché quasi certamente non vengono rispettate le regole di sicurezza quali l'indossare le mascherine Ffp2 da parte del personale e anche da parte dei detenuti».

Per questi ultimi, ha aggiunto Cavalieri, «va verificato se sono stati messi nelle condizioni di entrare in possesso dei presidi di sicurezza, dal momento che tra i detenuti è ampiamente diffuso uno stato di povertà e di assenza di mezzi economici per far fronte alla spese minime».

Un'emergenza nell'emergenza quest'ultima, che il garante aveva già con decisione sottolineato a più riprese nei suoi passati interventi.

Cavalieri ha espresso apprezzamento «per la trasparenza con la quale sia la direzione che il personale sanitario stanno affrontando la situazione».

Da ultimo il garante, che recentemente ha presentato il bilancio della sua attività davanti alla Commissione Servizi sociali del Comune di Parma, ha formulato un invito anche ai detenuti «a rimanere tranquilli in questo ultimo colpo di coda della pandemia».

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