"PIETRO BARILLA"
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Migliorano ulteriormente i percorsi di accesso e cura all’Ospedale dei Bambini “Pietro Barilla” di Parma, grazie a una nuova area di attesa con specifici spazi per il pronto soccorso pediatrico. Gli ambienti, inaugurati oggi sono stati realizzati grazie a Medici con l’Africa Cuamm e al progetto IRC19, “Italian Response to Covid19: Improving governance and community preparedness for a resilient society (IRC19)”, sostenuto da USAID, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale.
Due anni di pandemia, infatti, hanno messo il sistema sanitario di fronte a un’emergenza improvvisa e imprevista. Ma proprio prendendo spunto dagli insegnamenti dettati dall’esperienza pandemica è stato possibile mettere in atto nuovi modelli organizzativi nella gestione dei malati e sostanziali miglioramenti nelle strutture ospedaliere. E’ questo il caso del pronto soccorso pediatrico di Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, struttura al servizio di circa 20.000 bambini di tutta la provincia, che grazie al progetto del Cuamm e a ulteriori finanziamenti statali ha potuto migliorare e adeguare i propri ambienti alle necessità dettate dalla pandemia. Oggi i nostri pensieri e i nostri occhi sono rivolti sempre e continuamente a Est e al conflitto in Ucraina, ma il Covid-19 non è scomparso. E se grazie ai vaccini, la pericolosità è diminuita, medici e infermieri continuano a curare e ad assistere pazienti colpiti dalla pandemia.
I lavori oggetto dell’intervento hanno permesso di creare aree di attesa separate per pazienti con o senza febbre, individuando anche un ulteriore spazio protetto per i pazienti più piccoli. Infine, nella zona antistante l'ambulatorio dedicato ai pazienti con sospetta patologia infettiva è stata ricavata un'area di attesa per i pazienti con sospetto Covid a cui si accede direttamente dalla camera calda del pronto soccorso della Pediatria generale e d’Urgenza diretta da Icilio Dodi.
«La pandemia Covid ci ha imposto modifiche strutturali ed organizzative – dichiara il dr Massimo Fabi, Direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – ma soprattutto ha cambiato il nostro modello di cura che esige una presa in carico del paziente sempre più integrato tra specialità e professionisti. Il sostegno di Medici con l’Africa Cuamm e USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) alla Pediatria d’urgenza del nostro ospedale ha permesso di rafforzare e completare anche nei percorsi logistici e funzionali un’organizzazione assistenziale polispecialistica di una realtà che accoglie 20mila di bambini e adolescenti all’anno nei locali dell’emergenza urgenza dell’Ospedale dei bambini “Pietro Barilla”».
«Il Covid ci ha insegnato che nessun paese può combattere da solo contro una pandemia – dichiara Robert Needham, Console Generale degli Stati Uniti a Milano-. Il nostro lavoro continua ancora oggi. Ma è importante ricordare che sforzi globali hanno bisogno di partner locali. Nessuna somma di denaro può fermare il Covid se non è accompagnata dall’azione di partner coraggiosi, dediti, e generosi come Medici con l’Africa Cuamm e l’Ospedale dei bambini “Pietro Barilla”. Siamo orgogliosi del fatto che il governo degli Stati Uniti, attraverso USAID, abbia potuto dare fondi a Cuamm per la sua iniziativa IRC19. Durante tutta la pandemia, Cuamm ha dimostrato le competenze e la resilienza che questo tempo senza precedenti ha richiesto. Siamo grati per questa partnership».
«Ringrazio di cuore per questa importante donazione – aggiunge il prof. Gian Luigi de' Angelis Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma – in quanto ha contribuito a ridisegnare i percorsi della nostra Accettazione pediatrica, con la separazione dei percorsi Covid/non Covid che si e rivelata di estrema importanza nel periodo più grave della pandemia. E oggi sentiamo dentro di noi ancora più importante il valore della solidarietà, in un momento dove nel mondo si stanno compiendo atrocità anche nei confronti dei bambini che sono e dovrebbero essere per tutti l’interesse primario della umanità».
«Questo all’Ospedale dei bambini di Parma è un intervento realizzato da Medici con l’Africa Cuamm per supportare le strutture sanitarie durante il difficile periodo della pandemia – spiega Andrea Atzori, Chief of Party progetto IRC19 e delegato per le relazioni internazionali di Medici con l’Africa Cuamm –. Si inserisce in uno sforzo più ampio e articolato che ha visto Medici con l’Africa Cuamm impegnato in Italia, negli ultimi 2 anni, su vari fronti e grazie al sostegno di USAID: abbiamo potuto sostenere 19 strutture in 6 diverse regioni italiane; abbiamo portato aiuto a gruppi vulnerabili, in Piemonte, Liguria, Campania e Puglia; abbiamo gestito un Centro vaccinale in provincia di Padova, senza dimenticare il sostegno concreto e diretto agli operatori sanitari con la fornitura di materiale di protezione oltre che con proposte di formazione. Il tutto continuando il nostro lavoro per la salute delle popolazioni africane, in 8 paesi dell’Africa a sud del Sahara, dalla lotta al Covid19 all’assistenza delle fasce più vulnerabili, le mamme e i bambini».
USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale), che finanzia IRC19, è la più importante organizzazione per lo sviluppo del governo americano, attiva in più di cento paesi.
Davanti a un’emergenza globale, l’unica risposta possibile deve essere globale. L’Africa non può restare esclusa. Vaccinare medici, infermieri e la popolazione africana è un atto di solidarietà e insieme di sicurezza per tutti, anche per noi: solo così riusciremo a interrompere la diffusione del virus e delle sue varianti. Serve un piano vaccinale anti Covid in Africa. Servono più dosi. E queste dosi, poi, devono diventare “vaccinazione vera”. Per questo Medici con l’Africa Cuamm ha lanciato la campagna “Un vaccino per noi”.
Siamo partiti dagli operatori sanitari e dai gruppi prioritari individuati paese per paese, l’obiettivo ora è portare il vaccino fino all’ultimo miglio, a tutte le persone, in 51 distretti di 6 paesi in cui è presente: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda, per una popolazione complessiva di circa 5 milioni di abitanti.
Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 4.500 operatori sul campo, di cui 230 italiani. Appoggia 23 ospedali e 80 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria).
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