TRASPORTI
Il sospetto che fosse stato Romano Prodi, reggiano e all'epoca Presidente del Consiglio, a togliere la stazione Mediopadana dell'Alta velocità a Parma (individuata come soluzione ottimale da un comitato di tecnici) per assegnarla a Reggio Emilia c'è sempre stato.
Vignali: «Colpa del Pd»
L'ex sindaco e candidato del centrodestra alle comunali Pietro Vignali sottolinea che «Reggio ha avuto il merito di farsi trovare pronta, anche per le liti e le indecisioni dei cugini di Parma", ha affermato l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha ammesso per la prima volta di essere stato il fautore della scelta di Reggio Emilia come sede della stazione Mediopadana dell'alta velocità. Ritengo che sia doppiamente umiliante apprendere dalle parole di Romano Prodi, la conferma di quanto si sapeva da anni: la stazione Mediopadana è stata “scippata” a Parma per logiche di partito: del Pd che governava in Provincia e in Comune a Parma oltre che in Regione e a Reggio Emilia. Non bisogna dimenticare che Parma era stata scelta dagli organismi tecnici come sede per la stazione Mediopadana. È stato proprio il Pd a far perdere a Parma un appuntamento con la storia. A differenza di altre città, l’amministrazione attuale durante i suoi due mandati non è riuscita infatti ad ottenere collegamenti con Roma attraverso l’Alta velocità nonostante la presenza di una interconnessione costata più della Mediopadana stessa e una nuova moderna stazione da noi realizzata. E ora restiamo in attesa di una futura auspicabile fermata in zona Fiere, sperando di non ottenere una nuova delusione. E’ una situazione che Parma non merita e alla quale intendo porre rimedio».
Costi: «Una presa in giro»
Per Dario Costi, candidato sindaco di Civiltà parmigiana, «Romano Prodi prende ancora una volta in giro Parma ricostruendo in modo non veritiero una situazione dolorosa per la città che portò la cancellazione della stazione dell’Alta velocità a favore di Reggio Emilia. Ancora adesso l’assessore ai trasporti della Regione Corsini nel convegno Gia a Parma, ha dimostrato tutto il disinteresse di Bologna nei confronti di Parma riducendo a una mera speranza la possibilità di una nuova stazione Tav a Baganzola. Al contrario noi riteniamo l’Alta velocità un punto fermo e necessario. In Trentino Alto Adige dopo Bolzano si stanno realizzando le stazioni Tav di Trento, a 60 Km, e a Rovereto meno di 30 a dimostrazione che l’idea di Parma non è così peregrina».
Lavagetto: Parma vassalla
Lapidarie le parole di Giampaolo Lavagetto, candidato di «Per Parma 2032»: «Bonaccini e Prodi ci vogliono vassalli di Bologna. Le parole di Prodi in merito alla ricostruzione dello storico scippo dell'Alta velocità, svelano la Parma che ci aspetta se a vincere sarà il duo Guerra-Bonaccini, un agglomerato urbano destinato a perdere ogni possibilità di sviluppo. Non è questa la città che voglio».
Bernini: «Parma derisa»
Giovanni Paolo Bernini, responsabile regionale enti locali di Forza Italia sottolinea infine come «Reggio Emilia si è fatta trovare pronta ad accogliere la Fermata Av a differenza dei cugini di Parma indecisi e litigiosi. Parola del Prof Romano Prodi ex presidente del Consiglio. Credo sia la prima volta che mi trovo d'accordo con le dichiarazioni di chi, difendendo gli interessi campanilistici della sua Reggio Emilia, ha messo in chiaro il suo personale ruolo a favore degli interessi reggiani. Con una classe dirigente, quella del Pd locale, sempre ininfluente rispetto alle logiche nazionali e sempre succube dello strapotere reggiano. Oggi ancora esiste quel filo rosso che fa di Parma una succursale reggiana».
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