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TRIBUNALE

Crac Fwu, partono le prime cause contro gli intermediari. L'avvocato Franchi: "Alternativa al fallimento speranza per centomila risparmiatori italiani"

Crack Fwu, Franchi: "Ecco cosa si può fare per riavere i soldi"

L'avvocato Giovanni Franchi

05 Febbraio 2026, 11:50

A un anno dal crack della compagnia assicurativa lussemburghese Fwu Life Insurance, che ha coinvolto oltre 100mila risparmiatori italiani per circa 360 milioni di euro, partono le prime grandi cause contro gli intermediari che hanno venduto le polizze. Due i ricorsi depositati: il primo al tribunale di Bergamo, per conto di cinque risparmiatori bergamaschi con investimenti per oltre 643.000 euro; il secondo in tribunale a Verona, per conto di 10 risparmiatori provenienti da 8 province italiane con investimenti per oltre 186mila euro.

A promuovere entrambe le cause è lo studio legale Franchi di Parma, che a maggio aveva avviato una prima causa pilota davanti al giudice di pace di Conegliano per portare avanti una strategia legale alternativa rispetto all’insinuazione nel fallimento della società assicurativa lussemburghese: chiedere il risarcimento integrale agli intermediari a cui la Fwu si è spesso rivolta per collocare i suoi prodotti, invece di rivolgersi con poche speranze di successo alla compagnia fallita e ormai insolvente. 

«Il liquidatore lussemburghese nelle scorse settimane ha completato l’invio ai risparmiatori dei moduli per l'insinuazione al passivo, ma non esiste alcuna indicazione precisa né sulle tempistiche di erogazione dei rimborsi né sulle percentuali effettive di recupero - spiega l’avvocato Giovanni Franchi -. In questo scenario, quando i prodotti Fwu sono stati collocati da intermediari finanziari, consigliamo ai risparmiatori di agire nei confronti di questi ultimi, denunciandone le irregolarità. Va sottolineato che si tratta di un’azione che non pregiudica in alcun modo i diritti dei nostri assistiti nella procedura concorsuale lussemburghese, sono due binari distinti». 
Nel caso della causa avviata al Tribunale di Bergamo, l’azione è stata promossa nei confronti di A1 Life, oggi Asstop S.r.l. in liquidazione, intermediaria con sede a Bergamo che tra il 2009 e il 2012 aveva venduto i prodotti Fwu a 5 risparmiatori bergamaschi per un valore complessivo di oltre 600mila euro. A Verona invece il ricorso è stato depositato contro l’intermediaria scaligera Ovb Consulenza Patrimoniale s.r.l. per conto di 10 risparmiatori provenienti dalle province di Treviso, Pordenone, Trieste, Venezia, Cremona, Brescia, Bolzano e Roma; qui il valore complessivo dei prodotti acquistati da Ovb supera i 186.000 euro.
Entrambi i ricorsi si fondano sulla natura prevalentemente finanziaria delle polizze, cosiddette 'unit linked’, commercializzate da Fwu. In attesa della prima udienza in tribunale - nel caso di Bergamo fissata per il prossimo 17 marzo, mentre a Verona deve ancora essere comunicata -, prosegue l'iter della causa pilota promossa contro la stessa Ovb davanti al Giudice di Pace di Conegliano. «E' stata la prima azione avviata in Italia contro un intermediario per il crack Fwu - spiega Franchi - Il tentativo di mediazione, richiesto dalla controparte, ha avuto esito negativo non essendosi manifestata una reale volontà conciliativa, e ora si attende la prossima udienza fissata per la metà di giugno». Sempre contro Ovb lo Studio Franchi ha promosso un’azione davanti al Giudice di Pace di Parma per conto di 2 piccoli risparmiatori: la prima udienza si terrà il 19 febbraio. 

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