In centro
Sembra essersi ormai conclusa la scia di furti che nelle ultime settimane ha creato allarme nel cuore della città. Vetrine infrante nel cuore della notte, danni per migliaia di euro a fronte di bottini talvolta esigui e un senso di insicurezza crescente tra i commercianti del centro storico. A mettere la parola fine alle scorribande di un 43enne italiano, già noto alle forze dell'ordine, sono state le serrate indagini dei carabinieri della stazione di Parma Centro e della sezione operativa della Compagnia.
L'uomo è stato incastrato da un dettaglio apparentemente insignificante colto dai carabinieri nel corso delle indagini. L'episodio chiave risale alla notte del 27 gennaio in piazza Ghiaia. Il modus operandi è quello classico della "spaccata": vetrina infrante, intrusione nel locale scavalcando il bancone e fuga con il cassetto del registratore di cassa contenente circa 700 euro. Dall'analisi dei filmati di videosorveglianza, i militari hanno notato che l’autore, seppur parzialmente travisato, presentava una vistosa fasciatura su una mano. Un particolare non sfuggito a una militare che, visionando le immagini, ha ricordato di aver visto lo stesso uomo, con la stessa medicazione e gli stessi abiti, presentarsi in caserma il giorno precedente per ottemperare all'obbligo di firma a cui era sottoposto per precedenti reati contro il patrimonio. L'attività d'indagine ha permesso di attribuire allo stesso soggetto altri due episodi predatori che stavano esasperando i commercianti del centro.
Uno riguarda un furto "di lusso" avvenuto la notte del 6 febbraio in un locale di via Dalmazia, dove l'uomo si è introdotto nel magazzino asportando pregiate bottiglie di rum e champagne per un valore di circa 190 euro; determinante la testimonianza di chi lo ha visto fuggire indossando un impermeabile dal colore sgargiante con il cappuccio alzato.
L’ultimo episodio risale invece al 14 gennaio in Borgo delle Colonne, ai danni di un dipendente di un bar a cui è stata sottratta la bicicletta lasciata assicurata con la catena per recarsi al lavoro.
I militari, monitorando costantemente il soggetto, hanno documentato puntualmente all'Autorità Giudiziaria come la misura dell'obbligo di firma in caserma fosse ormai totalmente inefficace. I carabinieri hanno infatti segnalato alla Corte di Appello di Bologna che l'indagato, nel solo mese di gennaio, ha disertato l'obbligo di firma in ben 5 occasioni e si è presentato in ritardo altre 14 volte. Proprio grazie a queste dettagliate segnalazioni e al quadro probatorio schiacciante sui nuovi furti fornito dall'Arma, il presidente e i consiglieri della Corte hanno riconosciuto l'aggravamento delle esigenze cautelari.
La Corte ha stabilito che l'unica misura idonea a contenere la pericolosità sociale del soggetto fosse la custodia cautelare, disponendo la sostituzione dell'obbligo di firma con il carcere. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito a carico del 43enne il 12 febbraio dai Carabinieri di Parma Centro.
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