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Genitori e figli

Adolescenti, istruzioni per l'uso: ansia, trasgressione, dialogo

La psicologa: «Quando le ribellioni sono fisiologiche, quando richiedono ascolto»

Adolescenti, istruzioni per l'uso:  ansia, trasgressione, dialogo

di Federica Panicieri

11 Marzo 2024, 22:09

L'adolescenza è un periodo molto delicato della vita in cui si verificano non solo cambiamenti fisici, ma anche psicologici importanti. Lo sanno bene i genitori di adolescenti, che sperimentano quotidianamente, chi più e chi meno, difficoltà di relazioni con i propri ragazzi, che spesso diventano più introversi, talora più polemici, con pulsioni trasgressive.

Ma cosa c’è alla base di questi mutamenti? Come interagire con i ragazzi di questa età?
«L’adolescenza è una fase in cui vi è un intenso e prolungato sviluppo strutturale e funzionale delle regioni cerebrali coinvolte in generazione e regolazione delle emozioni - risponde Liliana Paladini, psicologa e psicoterapeuta che gestisce lo sportello di ascolto psicologico del liceo Ulivi e che ha affrontato il tema in un recente incontro nella scuola indirizzato a genitori ed insegnanti - È un periodo in cui i ragazzi sono maggiormente sensibili agli stimoli esterni e hanno una maggior difficoltà nella gestione degli impulsi».

I disturbi d'ansia sono frequenti in questa fase della crescita?
«Da sei anni sono allo sportello del liceo Ulivi e, come altri colleghi che lavorano in altri istituti, incontro spesso ragazzi con problematiche legate all’ansia - dice la psicologa - I disturbi d’ansia possono essere diversi. Tra questi il disturbo d’ansia sociale, che si manifesta con paura o ansia rispetto a una o più situazioni sociali in cui l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri. La fobia sociale può portare ad un graduale evitamento di diversi ambienti sociali fino, nei casi più gravi, ad un completo isolamento. Grande attenzione va posta anche agli attacchi di panico, che si manifestano con palpitazioni, senso di soffocamento, sudorazione intensa, accompagnati dalla paura di perdere il controllo e sensazione di smarrimento. Da non sottovalutare infine l’ansia generalizzata, che è una preoccupazione estesa a diversi ambiti del quotidiano».

Quando preoccuparsi e come essere di aiuto ai ragazzi?
«Innanzitutto non si devono creare allarmismi per episodi isolati. A tutti è capitato di andare nel panico o di avere ansia nella propria vita. Se però gli episodi si ripetono, e hanno ripercussioni nella quotidianità del ragazzo che tende ad isolarsi dagli altri, a mettere in atto manovre di evitamento di determinate situazioni, allora non bisogna avere paura di chiedere anche un supporto esterno per capire come affrontare questi disturbi. È poi sempre molto importante cercare di parlare con i ragazzi, fare loro capire che il genitore è al loro fianco, non li giudica ma cerca di aiutarli. Inoltre i genitori devono cercare di non creare ulteriore ansia, ad esempio focalizzandosi troppo sull’andamento scolastico e sui voti, scordandosi dell’importanza del tempo libero e dei momenti di socialità».

Ragazzi ribelli, ragazzi che trasgrediscono. Questo è spesso un altro cruccio dei genitori. Come “leggere” questi comportamenti?
«La trasgressione in adolescenza è fisiologica. L’adolescente trasgredisce fondamentalmente perché sta facendo prove di autonomia, prova a superare le regole imposte dal genitore per vedere fino a che punto può funzionare la rete di salvataggio costruitagli attorno. Quando trasgrediscono, i ragazzi sanno di sbagliare. A volte la trasgressione è anche una richiesta di ascolto che viene lanciata ai genitori. È importante ascoltare quello che i nostri figli hanno da comunicarci. In questa fase della vita certamente non è semplice intavolare un dialogo, in quanto aumenta anche la richiesta di privacy del ragazzo. Bisogna però provare ad andare oltre la prima risposta, cercare di capirli anche negli errori che fanno ed entrare in empatia con loro. Ovviamente, quando la trasgressione diventa patologica, ovvero quando si superano i limiti della legalità, ad esempio con atti vandalici o di bullismo, la situazione cambia radicalmente e serve un intervento con il supporto di specialisti per affrontare una situazione che va assolutamente fermata il prima possibile».
Ma in questo contesto certamente complesso, come può muoversi un genitore?
«Figli si nasce, genitori si diventa. Non è semplice dare indicazioni che vadano bene per tutti. In linea generale i ragazzi dovrebbero sentire di potersi appoggiare alle proprie figure di riferimento nonostante gli eventuali conflitti. Il genitore troppo lassista o troppo autoritario non ottiene i risultati sperati. Quello che un figlio normalmente cerca nel genitore è l’autorevolezza, un genitore che dà regole ma che le motiva e che cerca di mantenere aperto un dialogo costruttivo con il proprio figlio, ponendo dei limiti quando necessario».


Liliana Paladini
Psicologa e psicoterapeuta, gestisce lo sportello di ascolto psicologico del liceo Ulivi.

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