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SCUOLA

Maturità 2026, comincia la volata dei “100 giorni”: riti, date, materie e cosa cambia davvero

Anche una "tabella di marcia" per usare bene questo tempo a disposizione

 Al via con il tema per 3.547 candidati

10 Marzo 2026, 10:19

La maturità 2026 si avvicina. “Ragazzi, è il conto alla rovescia”. Perché da oggi i 100 giorni non sono solo un rito scaramantico: sono un timer che corre verso la prima prova di giovedì 18 giugno 2026 alle 8:30 e la seconda di venerdì 19 giugno. Due date che ridisegnano le abitudini dell’estate e fissano l’orizzonte di ogni maturando.

Un rito che attraversa le generazioni

Il “mach pi 100” — lo si trova sui muri, sulle magliette, oggi soprattutto sui social — nasce da una tradizione goliardica che rimanda all’ambiente militare ottocentesco e continua a resistere, reinventandosi ogni anno. È la scaramanzia che si fa linguaggio comune, un modo di dirsi: “Manca poco, teniamo il passo”.

Cosa c’è di nuovo (e cosa no) 

L’esame di Stato 2026 non è una rivoluzione ma un assestamento importante: conferma la struttura a due scritti più colloquio, aggiorna alcuni ingranaggi, rende più esplicite alcune scelte e mette a disposizione strumenti digitali ufficiali per verificare cosa si affronterà all’orale e alla seconda prova. Soprattutto, dopo la riforma approvata nell’autunno 2025, si consolida l’idea di un esame che faccia valutazione e, insieme, orientamento.

Le date: prima e seconda prova, senza sorprese

  1. Prima prova di Italiano: giovedì 18 giugno 2026, dalle 8:30.
  2. Seconda prova, materia d’indirizzo: venerdì 19 giugno 2026, dalle 8:30.A confermarlo sono le comunicazioni ufficiali e le note operative diffuse alle scuole, in linea con il calendario nazionale.

Le materie della seconda prova: il Ministero ha scelto, indirizzo per indirizzo

La novità più attesa ogni anno è sempre la stessa: quali saranno le discipline caratterizzanti oggetto della seconda prova? Per il 2026 il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha pubblicato le scelte indirizzo per indirizzo, con un motore di ricerca dedicato su Piattaforma Unica. Ecco il quadro, con gli esempi più rilevanti tra i licei:

  1. Liceo Classico: la seconda prova è su Latino (Lingua e cultura latina).
  2. Liceo Scientifico (tutte le opzioni, incluse scienze applicate e sportivo): Matematica.
  3. Liceo Linguistico: Lingua e cultura straniera 1.
  4. Liceo delle Scienze umane: Scienze umane; nell’opzione Economico-sociale, Diritto ed Economia politica.
  5. Liceo Artistico: Discipline progettuali caratteristiche dell’indirizzo.
  6. Liceo Musicale: Teoria, analisi e composizione.
  7. Liceo Coreutico: Tecniche della danza.Le liste complete — inclusi Tecnici e Professionali — sono consultabili nei documenti allegati diffusi alle scuole e sul portale ministeriale.

Attenzione a un dettaglio che ha generato qualche incertezza tra gli studenti: per il Classico nel 2026 la traccia verte su Latino, non su Greco. Controllare sempre il riferimento ufficiale della propria scuola o il motore ministeriale evita fraintendimenti.

La prima prova: stessa struttura, più spazio alla scrittura consapevole

La prima prova mantiene l’impianto tradizionale, con più flessibilità nella costruzione delle tracce e un’enfasi esplicita sulla capacità argomentativa e sulla qualità della stesura. L’indicazione che arriva dal MIM e dalla documentazione di accompagnamento è di puntare su criteri di valutazione più chiari, pubblici e comparabili, così da dare trasparenza al giudizio. L’ordinanza annuale di marzo è, come sempre, il perno regolativo: definisce tempi, griglie, consegne e cornici di valutazione. Per il 2026 si attende la conferma puntuale delle griglie nazionali aggiornate; le anticipazioni convergono su indicatori più espliciti per coerenza, correttezza linguistica, uso delle fonti e originalità dell’argomentazione.

Cosa significa, concretamente, per chi scrive?

  1. Curare il “prima” del testo: progettazione, scaletta, tesi chiara.
  2. Dimostrare padronanza lessicale e controllo sintattico.
  3. Evitare il “temino” scolastico: la maggiore libertà non è licenza di informalità, ma responsabilità di costruzione.
  4. Citare e collegare con criterio: il riferimento a un autore o a un fatto conta se inserito in un ragionamento.

La seconda prova: carattere nazionale, ma più attenzione a ciò che si è effettivamente studiato

Resta una prova nazionale, comune a tutti gli studenti del medesimo indirizzo; tuttavia, l’architettura 2026 consente di tenere traccia — nel lavoro delle commissioni — di eventuali scostamenti tra le programmazioni ufficiali e il percorso realmente svolto in classe. È un tentativo di rendere la prova più “ancorata” ai curricoli effettivi, senza perdere l’uniformità nazionale. L’equilibrio non è scontato, ma è qui che la commissione gioca una parte delicata: accompagnare l’equità con la responsabilità di giudizi motivati.

Il colloquio: meno ritualità, più intreccio tra discipline

Il colloquio 2026 punta a essere meno formalistico: non è più necessario partire da un “documento” esterno proposto dalla commissione; il focus si sposta sulle quattro discipline individuate per ciascun indirizzo e sulla capacità dello studente di costruire collegamenti significativi. Le indicazioni sul punteggio — massimo 20 punti — e sulla griglia nazionale restano, con un possibile affinamento degli indicatori che verrà esplicitato nell’Ordinanza. L’idea di fondo è premiare la maturazione globale, non una sequenza di mini-interrogazioni.

Suggerimento operativo: preparare una mappa dei “nodi” concettuali del proprio indirizzo (parole-chiave, autori, teorie, metodi), allenandosi a collegarli a casi, testi e problemi. Il colloquio 2026 chiede proprio questo: saper “tenere le fila” del proprio percorso.

Commissione, punteggi, organizzazione: come funziona la macchina d’esame

  1. Le commissioni sono composte da un Presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni alla classe; in genere una commissione opera su due classi.
  2. Il voto finale resta in centesimi, con soglia di 60/100 per superare l’esame.
  3. Le informazioni di dettaglio (nomine, eventuali tabelle integrative) sono fornite dal MIM e dagli USR nelle settimane precedenti le prove.

Che cosa resta da definire a marzo (e come seguirlo senza ansia)

Come ogni anno, l’Ordinanza Ministeriale che disciplina l’Esame viene pubblicata nel mese di marzo: è il testo che rende operative le regole, allega le griglie ufficiali e chiarisce gli aspetti procedurali (tempi, strumenti consentiti, modalità di correzione). Al momento in cui scriviamo, la scansione delle date è definita, le materie della seconda prova e le discipline del colloquio sono consultabili; per il resto è prudente monitorare canali ufficiali e bacheche scolastiche.

Pro tip: salvate tra i preferiti il motore di ricerca ministeriale delle materie e la pagina del vostro Ufficio scolastico regionale: sono le fonti più rapide e affidabili per gli aggiornamenti dell’ultima ora.

Riti e realtà: perché i “100 giorni” servono (davvero)

Non sono solo folklore. I “100 giorni” hanno una funzione psicologica precisa: trasformano l’ansia da attesa in pianificazione. Il rito — che si tratti di una gita al santuario, di una pizza di classe o della maglietta d’ordinanza — segna un patto: da oggi si lavora con metodo. La tradizione, nata lontano dai banchi e rientrata dalla porta principale nella cultura studentesca, è il “click” che autorizza a prendersi sul serio.

Come usare bene i 100 giorni: una tabella di marcia realistica

  1. Scomporre gli obiettivi: per la prima prova, alternare esercizi di scrittura su tipologie diverse, con revisione a coppie e autovalutazione guidata da una griglia.
  2. Per la seconda prova, creare “pacchetti” di allenamento realistici: un tema di Matematica completo per lo Scientifico ogni sette-dieci giorni; versioni di Latino con doppio passaggio (traduzione e commento strutturato) per il Classico; simulazioni di Lingua 1 per il Linguistico con focus su riuso lessicale e coerenza testuale; per Scienze umane alternare teoria e casi.
  3. Per il colloquio, costruire una mappa delle quattro discipline: 10 snodi per ciascuna, con una “domanda guida” a cui rispondere in cinque minuti.
  4. Verificare gli strumenti consentiti: calcolatrici, dizionari, formulari dove previsti. Le indicazioni definitive compaiono nell’Ordinanza e nelle comunicazioni d’istituto nelle settimane precedenti agli scritti.

Ecco alcune domande frequenti sull'esame

  1. “Le date sono sicure?” Sì: prima prova 18/06/2026, seconda 19/06/2026. In caso di impedimenti personali documentati esistono sessioni suppletive, comunicate dal MIM.
  2. “Dove trovo le mie quattro materie del colloquio?” Sul motore ministeriale e nelle circolari della scuola; in molti casi le segreterie hanno già pubblicato gli allegati con l’elenco per indirizzo.
  3. “È vero che al Classico c’è Greco?” No, per il 2026 la seconda prova è su Latino; attenzione alle fonti non aggiornate.
  4. “La griglia dell’orale cambia?” Il punteggio massimo resta 20 punti; sono attesi affinamenti dei criteri nell’Ordinanza di marzo, con indicatori più trasparenti su coerenza argomentativa, padronanza linguistica e collegamenti interdisciplinari.

Perché questa maturità è (leggermente) diversa dalle precedenti

La percezione diffusa tra docenti e studenti è che il 2026 provi a ricucire due lembi: quello dell’uniformità nazionale delle prove e quello dell’aderenza ai percorsi reali di studio, soprattutto alla luce degli scostamenti accumulati negli anni recenti. La prima prova chiede una scrittura più matura, meno “da compito in classe”. La seconda ribadisce l’identità di ciascun indirizzo, mettendo al centro la padronanza della disciplina caratterizzante. Il colloquio tenta di ridurre la ritualità per valorizzare la maturazione complessiva. Non rivoluzioni, ma aggiustamenti che — se accompagnati da criteri di valutazione chiari e pubblici — possono restituire senso all’esame.

Dove informarsi senza sbagliare

  1. Canali ufficiali del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e della Piattaforma Unica.
  2. Siti degli Uffici Scolastici Regionali (USR).
  3. Circolari e allegati della propria scuola: spesso contengono già il dettaglio per indirizzo, con indicazione dei commissari interni/esterni.

Il "patto dei 100 giorni"

La maturità rimane un passaggio di responsabilità: non un rito di passaggio folkloristico, ma un esame che misura competenze, metodo, tenuta. Eppure non c’è nulla di male a tenere stretta una maglietta con scritto “mach pi 100”. È il promemoria che ogni studente si dà: mancano cento giorni per imparare qualcosa di più — su Dante, su una funzione, su un testo in francese — ma soprattutto su se stessi. Ed è proprio questo, al netto di sigle e decreti, l’esame che conta di più.

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