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“A trick of the tail”, i Genesis tornano alle origini - Video

“A trick of the tail”, i Genesis tornano alle origini

di Michele Ceparano

31 Dicembre 2021,09:00

Orfani di Peter Gabriel, che aveva lasciato il gruppo dopo il lungo tour di “The lamb lies down on Broadway”, i Genesis nel 1976 pubblicano un album che ritorna alle origini della leggendaria prog band inglese. “Il disco” chiude quindi questo 2021 proprio con “A trick of the tail”. Settimo album in studio del gruppo - chi scrive acquistò sedicenne da Hmv (catena britannica il cui primo negozio fu fondato esattamente un secolo fa) a Swansea, in Galles, una copia a cui è particolarmente affezionato -, vede Phil Collins calarsi alla perfezione nel ruolo di voce e frontman. Copertina tra le più belle dei Genesis, dopo quella minimalista di “The lamb”, disegnata magistralmente da Colin Elgie, che firmerà anche il successivo “Wind&Wuthering”, il lavoro riprende la verve fiabesca delle origini, quasi del tutto abbandonata in “The lamb”, album considerato “più “ di Gabriel che dell'intero gruppo.

Le fiabe e i racconti dei Genesis sono ispirati anche da autori come Carlos Castaneda e la sua “saga” sullo stregone yaqui don Juan Matos o William T. Cox. L'antropologo peruviano ispira, infatti, “Dance on a volcano”, brano d'apertura dell'album firmato da tutti e quattro i componenti (i pezzi in questo disco sono attribuiti agli autori reali e non, come prima, all'intero gruppo), mentre “Squonk” di Mike Rutherford e Tony Banks, , uno dei pezzi destinati ad essere amatissimi dai fans, narra di una creatura immaginaria che, se catturata, si dissolve in lacrime. Lo Squonk è tra i protagonisti del libro di Cox che ha come argomento “le creature del bosco che mettono paura, con alcune bestie del deserto e delle montagne”.

Atmosfere fiabesche anche per “Entangled”, gran bel pezzo tra musica e psicanalisi firmato da Steve Hackett e ancora Banks, che metterà il suo sigillo a tutte le otto canzoni. Ispirata da un quadro di Kim Poor, moglie di Hackett, è, in sostanza il racconto di un sogno. “Mad man moon” è un'altra “perla”, uno dei pezzi più riusciti di un gran bel disco. Si tratta dell'apoteosi di Banks che qui firma testo e musica. Contiene un riferimento geografico, poiché cita la città di Newcastle, nel nord-est dell'Inghilterra. Coinvolgente “Robbery, assault and battery”, sulle peripezie di un ladro di diamanti. “Ripples” racconta 'inesorabile scorrere del tempo, mentre la title track, che venne pubblicata anche come singolo assieme a “Entangled”, narra le disavventure di una bestia a forma di demone. Una curiosità: i Genesis non suonarono mai dal vivo questo brano a differenza del pezzo finale, “Los endos”, quasi interamente strumentale e destinato a chiudere i loro concerti. Ben quattro pezzi “A trick of the tail” troveranno spazio nel doppio dal vivo “Seconds out”, registrato durante il tour europeo per “Wind&Wuthering” e uscito nel '77.

Insomma, “A trick of the tail” è un album dei Genesis “old style”, a differenza del controverso capolavoro precedente. Infatti, piace molto ai fans. I Genesis nello stesso anno ci riproveranno con il prog anche se, almeno per chi scrive, “Wind&Wuthering” è un gradino sotto. I tempi stanno comunque cambiando e anche i Genesis lo faranno. “...And then there were three...” del 1978, pur con qualche buon momento, aprirà una lunga serie di album commerciali.

Il link al video 

https://www.youtube.com/watch?v=oXq65-jRTPA

© Riproduzione riservata

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