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Il disco

“Guerre stellari”, un'epopea anche discografica

di Michele Ceparano

13 Maggio 2022,21:46

L'epopea di Star Wars, partorita dal genio visionario di George Lucas, presto si arricchirà di un nuovo capitolo. Infatti, è in uscita su Disney+ la serie tv su Obi-Wan Kenobi, che segue altri spin-off di successo come “The Mandalorian” e “The book of Boba Fett”. Celebrato da poco lo “Star wars day”, il 4 maggio, questo è, però, anche l'anno del quarantacinquesimo compleanno del primo episodio (in realtà, il quarto in ordine cronologico) della saga. Titolo, semplicemente, “Star Wars”, poi rinominato “A new hope”.

In principio, comunque, fu il libro, poi il film e, contemporaneamente, la colonna sonora, interamente composta da John Williams, che firmerà tutti gli altri episodi della leggendaria saga dei cavalieri Jedi e dei loro avversari. Una “saga nella saga” arrivata – spin-off a parte – al nono capitolo. Williams, direttore d'orchestra e compositore, come Ennio Morricone ha messo il suo sigillo su innumerevoli colonne sonore di successo collaborando spesso, oltre che con Lucas, anche con Steven Spielberg. Solo qualche titolo perché l'elenco è praticamente sterminato: Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Superman, i primi due episodi di Indiana Jones, E.T., Jurassic Park, Schindler's List e alcuni “capitoli” di Harry Potter.

Del primo “Guerre stellari” si è detto tantissimo, e tanto si potrà ancora aggiungere dal momento che la saga è una miniera di idee e rimandi non solo all'intelligenza artificiale, ma anche alla tradizione. Di pari passo, però, anche la colonna sonora è entrata di prepotenza nella vita di tanti con brani immortali.

Imperiosa e misteriosa, a volte scatenata e perfino ammiccante, all'inizio fu condensata in un disco doppio a cui seguì un'edizione speciale con alcune aggiunte. Resta un album indimenticabile per continuare - allora non c'erano ancora i videoregistratori - a rivivere le scene e le atmosfere più suggestive. A partire dai celeberrimi e inconfondibili titoli di testa all'attacco imperiale fino al mare di dune di Tatooine, con i Jawa intenti al lavoro. Ma le note sapientemente prodotte da Williams sono una sorta di “seconda pelle” anche per i personaggi, come la principessa Leia Organa

che, al pari di Ben Kenobi, ha un tema tutto per sé. Così, mentre la sagoma di Darth Vader - nella versione italiana Darth Fener -, l'oscuro signore, incombe, le note della marcia imperiale riportano l'ascoltatore a rivivere epici scontri, avventurosi salvataggi, razze infide come i sabbipodi e atmosfere irripetibili come quelle sottolineate dall'irresistibile “Cantina band”, bar intergalattico e luogo di tanti bizzarri incontri per Luke Skywalker e soci.

Parallelamente all'album uscirono un 45 e un 33 giri dell'artista italo-americano Domenico Monardo, in arte Meco, intitolati rispettivamente “Star wars theme” e “Star wars and other galactic funk” che rielaborarono i principali brani in salsa disco. Un'operazione che fu un successo, segno che tutto quello che si ispirava alla saga stellare si trasformava in oro.

© Riproduzione riservata

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