RECENSIONE
Il miglior Bruce Springsteen degli ultimi 7 anni. San Siro “sarebbe venuta giù”, c’è da scommetterci. Peccato per il rinvio. Un Boss così avrebbe fatto impazzire, piangere e cantare i fan di casa nostra. Lui che con quello stadio, dal 1985, ha un feeling unico. “Due serate così le ricorderò per sempre”, commenta alla fine dell’ultima serata di Wembley, quella che conclude il tour in Europa: Bruce adesso a Ferragosto torna negli Usa, riparte "a casa" da Pittsburgh.
A Wembley, giovedì e sabato ha incantato, divertito, sfinito e fatto sognare i suoi fans e non solo. Prima sera con una setlist da paura, di altri tempi. Poche canzoni fanno la differenza. Adesso. Seconda sera a completare, idealmente, quanto affettivamente non fatto la sera prima (Born in the Usa, Death to my hometown ad esempio). Ma con la sorpresa Patty Scialfa.
Due ore e 35 la durata di entrambe le esibizioni. Lo avevamo lasciato un anno fa, contrariamente al suo marchio di fabbrica, ad un programma fisso, qualità prima dell’energia. Ma lui stupisce sempre. Look diverso a Londra 2024, intanto, dal look total black dell’anno scorso, adesso è camicia a righe (bianca) gilet e cravatta bordeaux la prima sera, camicia bianca, gilet gessato e cravatta a pois la seconda. Ed ecco il Bruce di sempre, altro che viale del tramonto, come qualcuno privo di fantasia si è affrettato a concludere: due serate e due concerti diversi. Canzoni, battute e energia fanno la differenza. Due concerti diversi, è già questo lo riporta ad un Bruce di qualche anno fa. La scelta personale dei posti a cui assistere allo show, intanto, per la prima sera, non è casuale. 12 maggio 1993, da allora non mettevo piede a Wembley.

Ora è un altro stadio, posizione leggermente differente, ma la scelta è stata nella zona dove mi trovavo quella sera della finale. Wembley, emozioni a non finire. Tom Cruise e Pierce Brosnam vengono segnalati tra i vip della prima serata, dove Bruce non si risparmia. Reason to believe, stile ZZ Top vale già il prezzo (alto) del biglietto. "My Love Will Not Let You Down" e "No Surrender" fanno il resto. Una coppia si fidanza davanti agli schermi e con l'approvazione di Bruce. Classico per lui. E lui regala l’armonica alla coppia. E’ diventato più elegante, ma se negli ultimi anni aveva virato sulla qualità, preferendola alla sua esplosività, il passaggio tra il pubblico è stato quello di sempre. Il pupazzetto con la sua faccia, lui che si avvicina e chiede se gli assomiglia, vale un’esplosione, un boato degli 80 mila di Wembley. La musica? Nella seconda serata, cambia scaletta last minute. Nessun problema, la E Street band assorbe e parte. E Bruce stringe mani ininterrottamente, cerca più il pubblico e l’energia della band è da leggenda. Max (Weimberg, il batterista) dopo un assolo infinito lo guarda, inquadrato nei maxischermi, come a “fulminarlo”.
Se Springsteen ha 74 anni (75 a settembre) lui ne ha 73. Ma sotto la flemma di Roy Bittan, “the professor”, anche Max alla fine sorride. Lo ripete sempre (quando introduce la nostalgica e commovente “Last man standing”, cantata con gli occhi lucidi nella prima serata)… “da 55 anni suono con loro”. E alla fine della seconda serata dà un calcio alle voci: “Secondo voi lascio la E Street band”? 80 mila persone ululano di no. E per fortuna. Bruce torna con la sua naturale “faccia da schiaffi” a tuffarsi nel pubblico, gli regalano una cravatta, se la prova e ride. Una ragazza gli mette un cuore di stoffa sul petto mentre si fanno un selfie. Il pubblico non è quello di Taylor Swift (“per fortuna”, sorride qualcuno), la media è tarata sui 40-50 anni, ma sono 80 mila, e alla fine pure quelli più ingessati esplodono con Twist and Shout nel finale. Bruce non mette freni. Ripete la gag con Little Steven, quando i concerti sono agli sgoccioli, chiedendogli ripetutamente se qualcuno vuole andare a casa.

Il "no" dello stadio è da pelle d’oca. Una complicità con la band, prima ancora che musicale, che lascia sbalordito anche chi, da quel magico 21 giugno 1985 segue il Boss, tra stadi e bombe d’acqua, teatri, scelte intimiste, qualitative. Ma alla fine torna a stupire sempre. E a Wembley, tra energia, imprevedibilità e divertimento ci è riuscito. Da anni non era così. Ah già, nella seconda serata l’ospite è Patty Scialfa, la moglie, cantano assieme “Tougher than the rest”: se a lui si impiglia la chitarra nel vestito di lei non rende meno magico un duetto che, per atmosfera, sembrava privato. Invece era davanti ad 80 mila persone. Lo aspettiamo a braccia aperte tra un anno, doppia data a San Siro, casa sua oramai.
Le scalette dei due concerti
Lonesome Day
Seeds
My Love Will Not Let You Down
No Surrender
Ghosts
Letter to You
The Promised Land
Hungry Heart
Spirit in the Night
Reason to Believe
Atlantic City
Youngstown
Long Walk Home
The E Street Shuffle
Nightshift
Racing in the Street
Last Man Standing
Backstreets
Because the Night
She's the One
Wrecking Ball
The Rising
Badlands
Thunder Road
Bis
Land of Hope and Dreams
Born to Run
Bobby Jean
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Twist and Shout
I'll See You in My Dreams
============
Lonesome Day
Candy's Room
Adam Raised a Cain
Death to My Hometown
The Promised Land
Hungry Heart
Darlington County
Tougher Than the Rest
Darkness on the Edge of Town
Youngstown
Long Walk Home
The E Street Shuffle
Nightshift
Mary's Place
The River
Last Man Standing
Backstreets
Because the Night
She's the One
The Rising
Wrecking Ball
Badlands
Thunder Road
Bis
Born in the U.S.A.
Born to Run
Bobby Jean
Dancing in the Dark
Tenth Avenue Freeze-Out
Twist and Shout
I'll See You in My Dreams
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