IL CASO
Un particolare della foto postata da Pavoncello
«Vergognoso lo striscione esposto in Parma-Roma. Come romanista ebreo, sono profondamente offeso. L'antisemitismo è una piaga che non ha posto nello #sport e nella nostra società. È il momento di condannare ogni forma di odio razziale». La denuncia, fatta con un post sul social X, è di Vittorio Pavoncello, presidente Federazione Italiana Maccabi, e si riferisce in realtà a uno sticker adesivo del tipo di quelli usati dagli artisti di street art, apparso al Tardini su cui c'erano uno stemma della Lazio e la stella di David con la scritta «peggior nemico».
Vergognoso lo striscione esposto in #ParmaRoma . Come romanista #ebreo, sono profondamente offeso. L'#antisemitismo è una piaga che non ha posto nello #sport e nella nostra società. È il momento di condannare ogni forma di odio razziale. @OfficialASRoma pic.twitter.com/6kf9PaHmKI
— Vittorio Pavoncello (@VittorioBotti) February 16, 2025
Lotito: "La Lazio non è antisemita"
"Mi spiace rimarcare il fatto dello striscione che è apparso a Parma. Se lo avessero fatto i laziali sarebbe successo un cataclisma. Quando ho ereditato questa società veniva etichettata come razzista e antisemita, oggi tutto possono dirci tranne quello. Noi parliamo con i fatti". Così il presidente della Lazio, Claudio Lotito, durante la celebrazione per i 125 anni della società biancoceleste, tenutasi nella sala Tatarella della Camera dei deputati e organizzata dal Lazio club Montecitorio, parlando dello striscione antisemita apparso durante Parma-Roma. Poi, tornando nuovamente sulla vicenda legata all’ormai ex falconiere Juan Bernabè, il numero uno laziale ha sottolineato come "non incarnava più i nostri valori. Andava nelle scuole dopo quello che aveva fatto e detto, che esempio poteva dare? Ho ritenuto di rescindere il contratto e troveremo chi rappresenterà in modo diverso e adeguato il nostro simbolo. Riporteremo le emozioni sul campo con l’aquila", conclude Lotito.
La condanna della comunità ebraica di Roma
«Il mondo dello sport, che dovrebbe unire e non dividere, viene di nuovo macchiato da una manifestazione di antisemitismo che di volta in volta è uno striscione o un coro, adesso è un adesivo. Il significato è sempre lo stesso: l’odio antiebraico che va condannato sempre, perché macchia l’intera società. E va condannato soprattutto adesso che gli ebrei sono sottoposti alla reviviscenza di un antisemitismo mai debellato, in tutta Europa. Ci auguriamo che i responsabili vengano presto individuati e isolati anche all’interno delle società di calcio, qualunque siano». Lo dichiara Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma.
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