Serie A
Dei ventidue punti fin qui conquistati, e che rappresentano in questo momento del campionato un bottino più che lusinghiero per quello che è l'obiettivo stagionale, diciotto sono arrivati negli scontri diretti. E quattordici di questi diciotto punti il Parma li ha raccolti dal 19 ottobre ad oggi, con una striscia inaugurata proprio in casa del Genoa, nella gara d'andata, quando a sigillare il pareggio era stata la prodezza in pieno recupero di Zion Suzuki, capace di parare un calcio di rigore.
Da quel momento, con le piccole, il Parma non ha più steccato.
Importanza capitale
Ecco perché oggi al Tardini (fischio d'inizio alle 12,30, arbitro Pairetto di Nichelino), la sfida casalinga col Grifone - che nel frattempo si è affidato alle cure di Daniele De Rossi in panchina - riveste un'importanza capitale in funzione dell'ulteriore slancio che un eventuale risultato positivo potrebbe dare alla truppa di Carlos Cuesta.
A Napoli i crociati hanno dato prova di grande solidità e generosità, senza mai dare l'impressione di poter capitolare al cospetto di un avversario ben contenuto anche quando ha provato ad alzare il ritmo. Si è così data continuità alla prestazione di Lecce, dove invece il Parma aveva saputo reagire all'immediato svantaggio, ribaltando a proprio favore la contesa con la pazienza tipica di quelle squadre che hanno la giusta convinzione nei propri mezzi. Col Genoa, oggi, è una di quelle gare da non sbagliare. Da affrontare con lo stesso atteggiamento propositivo (vedi Lecce) e combattivo (vedi Napoli) mostrato nelle ultime uscite.
Le scelte
Mister Cuesta non si sbilancia sulla formazione da opporre al Genoa, lui che ultimamente ci sta abituando alle sorprese. Ma di dubbi sull'undici iniziale, nella sua testa, sembra averne ben pochi. Tra i convocati si registra il ritorno di Lovik. Per la porta Corvi sembra in vantaggio su Rinaldi. In difesa tornerà dal 1' Delprato, con Valenti e Circati. Britschgi e Valeri presidieranno le fasce, mentre in mezzo Bernabé affiancherà Keita e Sorensen. Davanti spazio a Oristanio e Pellegrino.
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