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Maratona di New York: 55mila partecipanti, vincono gli africani Tola e Obiri - Foto

di Alessandra Baldini (agenzia Ansa)

05 Novembre 2023, 20:32

Con la guerra a Gaza sullo sfondo, la «corsa più bella del mondo» è tornata ad accogliere podisti e appassionati per le strade della Grande Mela. Bandiere israeliane e della Palestina hanno punteggiato i 42 chilometri della maratona di New York mentre la polizia della città ha irrobustito la sua presenza lungo il percorso, pur in assenza di minacce credibili.

Mark Shapiro, alla sua quindicesima gara, ha attaccato sulla maglietta il volto di un bambino ostaggio a Gaza e come lui decine di altri corridori. «La maratona di New York mi ha salvato», ha detto l’israeliano Yaniv Saguri, spiegando che la mattina del 7 ottobre, stanco per aver "macinato" 22 chilometri il giorno prima, aveva disertato l’allenamento del suo 'runners club' nell’area dei kibbutz attaccati da Hamas: dei tre amici che sono andati, due sono morti.

Come negli anni passati, la 52esima edizione della maratona è appartenuta all’Africa: l’etiope Tamirat Tola, campione del mondo 2022 in Oregon, ha vinto la prova maschile in 2 ore 04'58», un nuovo record. Ottimo settimo posto per il primatista italiano Iliass Aouani, 28enne milanese di origini marocchine, in 2 ore 10'54». C'è quindi ancora un italiano nella Top Ten delle ultime tre edizioni, dopo il terzo posto di Eyob Faniel nel 2021 e l’ottavo di Daniele Meucci nel 2022.Tra le donne, keniana Hellen Obiri, già vincitrice quest’anno a Boston, ha conquistato il primo posto "in volata" in 2 ore 27'23», mentre gli svizzeri Marcel Hug e Catherine Debrunner si sono affermati nella categoria sedia a rotelle.

Una giornata soleggiata e temperature primaverili avevano accolto i 55mila partecipanti venuti da cento paesi del mondo alla partenza sulla sponda di Staten Island del ponte Giovanni Verrazzano. Con oltre duemila in gara, il contingente italiano è risultato il più numeroso dopo quello degli Stati Uniti. Per Eleonora Lando, Valentina Panigo e Francesco Colombo, tra i 180 ospiti della Comunità terapeutica Lautari, i 42 chilometri di selciato attraverso i cinque borough sono stati una metafora del percorso affrontato per superare le dipendenze da alcol e droga. In gara atleti di tutte le età tra cui una sessantina di ottuagenuari come Gary Barfoot, 87enne residente di una casa di riposo della Nuova Zelanda, che ha cominciato a correre a 50 anni e nel frattempo si è sottoposto alla sostituzione di una valvola cardiaca e tre protesi dell’anca.

La corsa, trasmessa in tv con un audience di oltre centinaia di milioni di spettatori, ha permesso di raccogliere milioni di dollari per oltre 500 cause tra cui quella delle ragazze del Ruanda di cui si è fatta portavoce Patina Miller, attrice della serie di Netflix Madam Secretary, che alla partenza ha cantato l'inno nazionale.
E’ stata da quel punto in avanti una festa lungo tutto il percorso, tra applausi di incoraggiamento, costumi post Halloween e bande musicali, ma non bisogna dimenticare che la maratona è uno sport estremo: «Come e peggio del parto», ha detto una donna. Arrivati alla tappa del Queensboro Bridge - il 24esimo chilometro - che porta da Queens a Manhattan, alcuni corridori hanno accusato malori e altri si sono stesi per terra per riprendersi dalla fatica. 

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