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sabato al teatro al parco

Isabella Ragonese a Parma in "Da lontano (chiusa sul rimpianto)"

 Ragonese a Parma in 'Da lontano (chiusa sul rimpianto)'

21 Febbraio 2023, 13:39

Ha recentemente firmato come regista il suo primo film, dedicato alla vita di Rosa Balistreri, cantastorie e attivista, voce autentica della Sicilia popolare. Isabella Ragonese, una delle attrici di teatro, cinema e tv tra le più apprezzate della sua generazione, sarà a Parma, al Teatro al Parco il 25 febbraio alle 21 come interprete di «Da Lontano (chiusa sul rimpianto)», uno spettacolo scritto per lei dalla drammaturga Lucia Calamaro, qui anche regista.


L’incontro e la collaborazione tra le due artiste ha dato origine a un racconto toccante e intimo: una figlia adulta, terapeuta, tenta di alleviare la sofferenza della propria madre, una donna da sempre impreparata al mondo, fragile e incapace di reggere il peso e le responsabilità del proprio ruolo genitoriale. I ruoli di madre e figlia vengono rovesciati, e questo ribaltamento di prospettiva commuove per la sensibilità con la quale viene disegnato il rapporto tra le due donne. Con Isabella Ragonese sulla scena anche Emilia Verginelli. «Quanti di noi, da piccoli - si chiede Lucia Calamaro - hanno assistito impotenti ai drammi degli adulti amati? Quanti avrebbero voluto intervenire? Aiutare, capire. In fondo salvarli. E quasi mai si può. Da Lontano mette in scena il tentativo irragionevole di una figlia adulta, diventata terapeuta, di fare oggi quello che non aveva potuto fare a quei tempi: aiutare quella madre tribolata, che esisteva solo quando lei era bambina.
Tra i desideri incompiuti che abitano un’esistenza - prosegue l'autrice - ogni tanto fa capolino quello di aiutare quel genitore dolente che abbiamo conosciuto da bambini. Di avere i mezzi, gli strumenti per farlo, per dargli l’ascolto dovuto ed aiutarlo senza che se ne accorga. Il genitore che sentivamo più fragile. Quell'adulto impreparato al mondo che ci accudiva alla bene e meglio attraversato com'era da tribolazioni e guai. Non stavano sempre bene i nostri genitori. Avevano parecchi dispiaceri. Allora ho immaginato un luogo, piccolo, tra un fantomatico di qua e di là - conclude Lucia Calamaro - in cui questo fatto, questa parola che sia evento, che curi, possa accadere, per un pò».

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