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VIAGGI

Nîmes,la Roma di Francia

Alla scoperta della città di tra arene, templi e ricordi imperiali

Nîmes, La Roma di Francia

di Luca Pelagatti

21 Marzo 2024, 09:37

Maledetti libri di storia: che basta viaggiare un po' per scoprire che ci hanno raccontato un sacco di panzane. Non ci credete? Fate mente locale: secondo quanto ci hanno insegnato a scuola Roma, nell'antichità, era la città per eccellenza, l'Urbe appunto, dove succedeva tutto quello che contava. Certo, poi c'erano gli altri territori ma erano in fondo postacci da barbari, terre da battaglie e conquiste, dove al massimo arrivavano le solite legioni che buttavano tutto per aria. E poi generali e condottieri tornavano sotto il Campidoglio a prendere gli applausi.

Questa la teoria: poi, come detto, basta viaggiare e si scopre che non è vero nulla. La prova, una delle più evidenti, la si ottiene andando in Francia (www.france.fr/it), a Nîmes, in quella che si chiama Occitania, lungo quella che un tempo era la via Domitia che congiungeva Torino con la Spagna. Una città di frontiera quindi? Per nulla: provate a trascorrere un weekend da quelle parti e scoprirete che Roma sarà stata anche l'Urbe. Ma Nîmes (www.nimes-tourisme.com) non ha complessi di inferiorità. E lo dimostra.

Basta arrivare qui, nella zona centrale della città, per trovarsi davanti la sua arena: e dei 400 anfiteatri del mondo romano, quello di Nîmes è uno dei trenta più grandi e, soprattutto, il meglio conservato di tutti. Certo, si si ispirava al Colosseo ma ad oggi lo batte per bellezza. E qui, ancora oggi succede di tutto: tra la fine di aprile e maggio, per esempio, si svolgono «Le giornate romane di Nîmes» dove l'orologio della storia torna indietro. E la città e l'arena si riempiono di gladiatori, bighe e altre stravaganze. Non solo: un tempo l'arena ospitava le battaglie con gli animali: qui succede ancora e, per Pentecoste, i tori della Camargue corrono per le vie. E tra le pietre antiche tornano le corride.

Beh, sarà un caso, si può obiettare. Ma non lo è. Se infatti il cuore di Nîmes è la sua arena romana l'altra perla è la Maison Carrée (ovvero la Casa Quadrata ) uno dei templi antichi meglio conservati: è tanto perfetto che pare edificato da pochi mesi. Fu invece costruito nel 16 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa e dedicato ad Augusto, dal 1840   è classificato come monumento storico di Francia e dal 18 settembre del 2023 è pure uno dei Patrimoni dell'Unesco.

Volete di più? Lo avrete. Basta infatti andare a fare due passi nei jardins de la Fontaine per trovarsi davanti i resti del santuario omonimo con tanto di tempio di Diana e la torre che oggi è alta 18 metri ma in passato era la più imponente delle 80 che svettava sulle mura della città. Inutile dirlo: le costruirono i Romani. E per averne l'ultima conferma basta fare pochi passi e, proprio di fronte all'arena entrare nel contenitore di vetro e acciaio, che evoca una toga, progettato da Elizabeth de Portzamparc e che ospita dal 2018 il Museo della Romanità di Nîmes. Tra 5000 reperti originali, mosaici e dispositivi multimediali ci si avvia per un percorso che passa per l'epoca dei Galli per arrivare alla vita quotidiana del lungo periodo imperiale. A questo punto anche il più testardo sarà convinto di essere arrivato nella Roma del Nord. E allora ci si potrà, finalmente, dedicare al resto della città. E alla sua attuale anima molto francese: una sosta doverosa la si dovrà concedere al Carré d'Art il progetto dell'archistar Norman Foster che specchia nelle sue facciate il tempio di Augusto e nell'interno ospita un modernissimo museo di arte contemporanea. Se il tempo lo consente salite sul tetto: la vista è splendida e il menu del ristorante non è per nulla male. Se invece volete più tradizione puntate diritti a Les Halles, il mercato coperto di oltre 3500 metri quadri dove un centinaio di stand offrono prodotti locali. E ci sono anche molti locali dove mangiare. Placata la fame vale la pena di passeggiare senza meta nel centro della vecchia Nîmes, sfiorando la piazza delle Erbe e la facciata della cattedrale e mescolandosi con la gente che se la prende comoda come è normale in una città che ha nel proprio Dna tanto Mediterraneo (ricordiamo che la Spagna non è troppo lontana). Infine l'ultimo omaggio ai nostri antenati: prendete il bus 121 dalla stazione e in breve arriverete al Pont du Gard, un ponte-acquedotto a tre arcate costruito dai Romani nel 17 a.C. e che portava l'acqua per 50 km. E' splendido e di certo lo conoscete anche voi: è una tale meraviglia che si trova sulla banconota da 5 euro. I Romani, ringraziano.

I dintorni

Uzès

Se avete tempo oltre a Nimes potrete andare a scoprire Uzès a soli 26 km di distanza (www.france.fr/it). Si tratta di una elegante città che conserva numerose testimonianze del suo ricco passato. Il centro, in particolare, è un labirinto di vicoli e piazze fiancheggiate da antichi palazzi. Il palazzo ducale è uno dei luoghi più importanti: la visita permette di ammirare la cappella gotica e le sue splendide vetrate, la bellissima facciata rinascimentale del corpo principale, gli appartamenti arredati, la cantina e la torre Bermonde, imponente torrione del XI secolo, da cui si gode di una vista straordinaria sui tetti del centro storico.

Luca Pelagatti

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