Visioni d'artista
L'artista accanto a una sua opera
«Non è facile dimostrare di avere qualcosa da mostrare. Dimostrazione difficile in un panorama in cui tutto è già stato dimostrato... Perciò Lufer si mostra come se nudo venisse guardato senza timore di essere giudicato... così, naturalmente». Gioca con le parole e con le cose, Lufer. E giocando le porta a nuova vita. Se con le parole cerca la musicalità, con gli oggetti cerca le forme. Il suo slogan è: «Il riciclante ricicla in un istante». Lo fa con i pezzi di scarto che poi assembla e trasforma come un demiurgo dei tempi moderni.

La sua arte consiste proprio in questo: cercare nelle discariche o nei mercatini, scegliere e prendere ciò che lo attrae, aspettare l'idea giusta, quindi manipolare, plasmare, comporre e infine creare, dare anima a quello che altri hanno buttato. Quadri e sculture, ma anche oggetti di uso quotidiano. Lampade armoniose, arzigogolati attaccapanni, sedute originali, tavoli eclettici: tutti rigorosamente, inevitabilmente pezzi unici.
Luca Ferraglia, in arte Lufer, classe '62, vive e lavora a Parma. A riprova del suo eclettismo oltre all'attività di estroso dj, nel 1997 apre lo spazio Visivo-uditivo, galleria d’arte dove presentare i suoi pezzi ma anche i lavori dei colleghi artisti.
Oggi l'assessorato alla cultura offre a Lufer una vetrina degna. E' un pozzo pieno di sorprese la mostra «Recycling», la prima antologica di Lufer nella città natale, in corso in San Ludovico fino a domenica prossima. Un viaggio nell'universo creativo di un artista- designer che ha fatto degli scarti la materia prima. Dai quadri degli esordi alle sculture fino agli oggetti d'arredo, in mostra si possono seguire le sue evoluzioni creative attraverso un'ottantina di opere dagli anni novanta a oggi. Tra queste alcuni dei pezzi iconici della sua produzione: «Helmet light», lampada a piantana ottenuta utilizzando un vecchio casco da parrucchiera, lance d'idrante e caffettiere; «Grammylight 4», tromba di grammofono, plastica, acciaio e legno; Sci-edia (nella foto a tutta pagina), seduta di legno montata su vecchi sci in legno. Non mancano le farfalle e i fiori metallici, simboli di una natura tanto bella quanto artificiale e apocalittica. Eccoli dunque solo alcuni dei suoi pezzi-simbolo. L'elenco potrebbe continuare a lungo ma è meglio vedere dal vivo. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle 19 per una settimana. Ingresso libero.
Breve bio
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata