Missione Nadiia
Passeranno la Pasqua catalogando materiale, scrivendo sugli scatoloni il loro contenuto in italiano e ucraino e soprattutto cercando, e non è cosa da poco, altri fondi per comprare ancora aiuti e affittare i furgoni per il viaggio. Sono otto ragazzi di Parma, tutti poco più che ventenni. Hanno un sogno che vogliono realizzare a tutti i costi: partire per l'Ucraina e raggiungere Leopoli con i loro van. Una missione che hanno battezzato «Nadiia», in ucraino speranza. La speranza è quella di poter portare più aiuti possibili a padre Igor e Suor Giustina, rispettivamente direttore del seminario greco-cattolico di Leopoli e direttrice di un hospice che accoglie bambini con disabilità. I due enti, dall'inizio del conflitto, sono diventati rifugio per centinaia di persone che scappano dai bombardamenti nella zona est dell'Ucraina. E la scelta delle due comunità da aiutare non è stata causale, spiegano i ragazzi perché, dicono, «sappiamo bene che ogni più piccolo aiuto andrà davvero a favore di chi ne ha grande bisogno».
Partenza 13 maggio
«Questo viaggio è già stato fatto nei giorni scorsi da alcuni nostri conoscenti, abbiamo raccolto il loro testimone ed ora tocca a noi», racconta con entusiasmo Giorgio Dellapina, 22 anni, uno dei promotori dell'iniziativa. L'obiettivo è quello di partire il prossimo 13 maggio e, in tre giorni, entrare in Ucraina e tornare a Parma. «Al momento le condizioni consentono ancora di fare questo percorso in massima sicurezza, ma nel caso la situazione dovesse precipitare ci fermeremo al confine», rassicura sempre Giorgio, «ma noi vogliamo andare fino a Leopoli. È questo il fine della missione Nadiia». Scaricati gli scatoloni a destinazione, il ritorno sarà infatti con a bordo un gruppo di rifugiati che devono lasciare momentaneamente il paese. E i ragazzi, scrivono nel piccolo promemoria che hanno stampato per riassumere il programma del viaggio, sentono «la responsabilità di trasportare in modo sicuro questi rifugiati sino alla destinazione finale, la nostra amicizia sarà per loro di grande sollievo».
In otto pronti a partire
Al fianco di Giorgio in questa missione ci saranno Giulia Schiaretti, 23 anni, Giovanni Pelosi, 24 anni, Beatrice Pelosi, 20 anni, Noemi Dallanegra, 21 anni, Giuseppe Costa, 24 anni, Andrea Percudani, 23 anni, e Guido Larghi, 24 anni. Alcuni di loro vengono dal mondo scout, ma quello che li unisce è, appunto, l'amicizia e la voglia, spiega Beatrice, «di fare qualcosa in prima persona per queste persone che hanno perso tutto» e, aggiunge Noemi, «dare un po' di speranza e coltivare la cultura della pace».
Non solo aiuti
Sono organizzati, anzi organizzatissimi, questi ragazzi. Giovanni, ad esempio, che è un musicista, si è impegnato nell'organizzazione di due concerti benefici per raccogliere fondi «e ho trovato subito la disponibilità di tanti amici che hanno subito accettato il mio invito». Giulia, che è logopedista, cercherà invece di individuare fra i piccoli ospiti dell'hospice se ci sono dei bambini che, vista la situazione difficile che stanno vivendo, possono essere aiutati con un percorsi terapeutico ad hoc. E qui, in aiuto dei ragazzi della missione, c'è Anna Mazzucchi, neurologa protagonista di tanti progetti nel suo campo a Parma e con una grande esperienza anche di cooperazione internazionale. «Ho lavorato in Myanmar, Bolivia, Tanzania, non avrei mai pensato di dover impegnarmi nell'organizzare percorsi riabilitativi anche in Europa - spiega la dottoressa Mazzucchi - In più qui avremo a che fare con dei bambini e questo rende tutto ancora più doloroso. Ma sarò in stretto contatto con Giulia e so che farà un ottimo lavoro». Plaude al progetto anche Giovanna Perdonà, pediatra veronese, amica e collega di Suor Giustina, in questi giorni a Parma per spiegare ai ragazzi la realtà che incontreranno nell'hospice. «Suor Giustina la conosco da dieci anni e ha nel suo dna il rispetto e la tutela della vita, in tutte le sue forme - racconta la dottoressa Perdonà - È anche il più giovane membro dell'Accademia per la Vita di Roma ed il suo impegno in questi giorni è davvero importante. I ragazzi conosceranno una grande donna».
Massima trasparenza
La testimonianza di Giovanna Perdonà è insomma una garanzia su chi riceverà gli aiuti, ma i ragazzi hanno trovato anche chi garantirà i parmigiani sulla raccolta degli aiuti, denaro compreso. «Al nostro fianco c'è in questo caso l'associazione “Noi oltre la strada” di Porporano - racconta Giorgio - Ci hanno fornito un conto corrente dove confluiranno tutte le donazioni. Nemmeno un euro andrà sprecato». «E noi siamo molto contenti di essere al loro fianco» aggiunge Nadia Gorreri che spera tanto che «questa missione possa essere un bel messaggio per tutti i ragazzi».
Appello alla città
E allora sotto con i lavori per farsi trovare pronti alla partenza, anche se, ancora, mancano all'appello i furgoni. «Noi siamo pronti a noleggiare i van da 35/40 quintali che potremo guidare anche con la nostra patente B - spiega Giorgio - Abbiamo già raccolto il denaro necessario per farlo ma speriamo tanto che qualcuno a Parma ci voglia aiutare, magari offrendoci qualche mezzo per effettuare la missione. Il costo del noleggio e dell'assicurazione per l'Ucraina non è a buon mercato e sarebbe bello poter impiegare questi soldi per acquistare nuovi aiuti come medicinali, vestiti per i bimbi, attrezzature sanitarie o cibo. Se qualcuno ci volesse aiutare sarebbe veramente fantastico».
Genitori entusiasti
Ultima domanda, di rito, i vostri genitori hanno paura? «No, sono con noi» rispondono in coro. Anzi, «siamo davvero entusiasti di questa loro scelta - conclude Elena Fiorini, mamma di due membri della missione - Saranno protagonisti di una esperienza che li arricchirà per sempre. Partiranno loro, ma noi saremo al loro fianco». E allora buon viaggio a chi merita davvero il titolo di «bella gioventù».
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