TESTIMONIANZE
Chiedere un prestito per pagare la bolletta o l'affitto. Rivolgersi al microcredito per arrivare a fine mese o per far fronte a una spesa imprevista che ha rischia di far saltare un già traballante bilancio familiare.
Il caro bollette e la perdita del potere d'acquisto sta colpendo anche chi lavora e ha un reddito medio. La conseguenza è che sempre più persone bussano alla porta di «Ricrediti», un'associazione di promozione sociale che si è costituita a Parma nel 2010, sostenuta da Fondazione Cariparma.
La sua attività consiste nel realizzare percorsi di educazione finanziaria e programmi di microcredito, sostenendo e accompagnando le persone ad uscire dalla povertà e a raggiungere l’autonomia economica.
Le testimonianze
Le testimonianze di chi chiede aiuto a «Ricrediti», come spiega la presidente Monica D'Imperio «sono molto toccanti e rappresentano una foto delle nuove categorie a rischio povertà». Tra queste quella di un giovane di 29 anni che si è trovato in difficoltà dopo che a settembre ha ricevuto una bolletta dell'elettricità da 790 euro. Il suo stipendio ammonta a circa 1.500 euro al mese, ma deve fare i conti anche con l'affitto del monolocale in cui vive (450 euro) e alle rate per altri piccoli prestiti e finanziamenti, a partire da quello per l'auto (acquistata a rate). «Questo ragazzo - spiega Monica D'Imperio - ha fatto la scelta di lasciare la casa dei propri genitori per trasferirsi in un monolocale. Oggi però vivere da soli è diventato un lusso per pochi. Per risolvere questa situazione, abbiamo tamponato l'emergenza bollette ricorrendo al microcredito e avviato un percorso di ristrutturazione debitoria che prevede rate più sostenibili da rimborsare in un periodo di tempo più lungo rispetto a quello previsto inizialmente. A questa azione affianchiamo anche attività di formazione sul bilancio famigliare, per lavorare sulla gestione delle risorse».
La pensione non basta
Allo sportello di Ricrediti si rivolgono anche i pensionati. «Ci siamo occupati di una famiglia di pensionati - racconta la presidente - che potevano contare su una entrata di oltre 3mila euro al mese e di una casa di proprietà. Questa famiglia benestante è andata in crisi quando si è incendiato il camino della propria casa. Non avendo mai adeguato le proprie spese al livello di reddito di pensione, non avevano messo da parte nessun risparmio e si sono trovati in grave difficoltà». «Questo problema legato all'abitazione - prosegue - ci ha permesso di prevenire la caduta di questa famiglia in una serie di difficoltà che rischiavano di diventare croniche. Il microcredito spesso rappresenta l'occasione per intercettare persone per educarle alla gestione delle risorse. Il problema in alcuni casi non è la carenza di reddito, ma l'assenza di una gestione delle risorse in base all'incremento dei costi».
Uno stipendio non basta
Tra le realtà in difficoltà ci sono le famiglie monoreddito. «Una mamma con due bambine - sottolinea la presidente di Ricrediti - si è rivolta a noi perché una figlia soffriva di allergia e necessitava di cuscini e materassi anallergici troppo costosi ed è dovuta ricorrere al microcredito per l'acquisto di questi presidi sanitari».
Oggi a chiedere aiuto sono, quasi sempre, persone o famiglie che hanno un lavoro o una pensione su cui contare, ma che spesso non bastano per far fronte alla quotidianità. «Finora - conferma la presidente - eravamo abituati a vedere famiglie numerose con un reddito basso o persone che avevano perso il lavoro. Adesso invece si fa fatica sui consumi correnti o a gestire un imprevisto. Ci si rivolge al microcredito per la rata dell'assicurazione, dell'affitto o per la bolletta. ».
Dario Caprotti, titolare dell'agenzia Cap Service, spiega che i prestiti «tradizionali» stanno rallentando. «La gente è più prudente e cerca di non affrontare spese significative - afferma Caprotti - Chi ha bisogno dell'auto nuova la fa riparare e posticipa l'acquisto. C'è timore del futuro e si affronta il quotidiano con molta prudenza».
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