Degrado in stazione
Un parcheggio da girone dantesco. Infernale. E non solo perché sotterraneo. Fossero solo plastica e cartacce, ma addirittura i resti delle deiezioni in un parcheggio pubblico sono davvero troppo. Il «biglietto da visita», dove partono bus e corriere in via Villa Sant'Angelo, è una bottiglia di birra vuota abbandonata su un muretto. Ma il “pezzo forte”, soprattutto per chi ha lo stomaco debole, in stazione è lo spettacolo che si presenta all'interno del parcheggio pubblico della vicina via Aosta, a pagamento e non custodito. Il piano -1, l'unico aperto, è un «campionario» di rifiuti di ogni tipo fino agli escrementi. Quando si dice che la misura è colma.
A «invitare» il cronista a dare un'occhiata a quella che è una sorta di discarica indoor, è stata una lettrice della Gazzetta. Non solo attenta osservatrice, ma anche pendolare dal momento che per lavoro si reca spesso in stazione per prendere il treno per Milano. E la «prima prova» ce l'ha subito dopo aver parcheggiato l'auto. Rifiuti di ogni tipo, dalle bottigliette di plastica alle lattine alle immancabili - non solo infatti in stazione e dintorni - bottiglie di birra. Oltre a sacchetti di ogni materiale, plastica e carta, e i tetrapak. E ancora mozziconi di sigaretta, fino addirittura ai preservativi. «Quando c'è brutto tempo o fa freddo - spiega un cliente che ha appena lasciato l'auto nel parcheggio - si rintanano qui».
Chi «si rintana» è poco distante. Nel parcheggio, al «riparo» di una colonna c'è infatti un gruppetto di stranieri. Tre-quattro seduti per terra in circolo, intenti a bivaccare tra le loro povere cose e scolarsi qualche birra. Ancora un po' assonnati - sono infatti «solo» le 10 della domenica mattina -, ma comunque sospettosi. Gli «intrusi», giornalisti o clienti, non vengono accolti da sguardi accoglienti. C'è chi, accanto a un'auto parcheggiata, ha, inoltre, pensato di cambiarsi d'abito come dimostrano un paio di jeans e una maglietta abbandonati a terra. Ma poco lontano è difficile resistere a tanto. C'è chi ha, infatti, scambiato il parcheggio per un bagno pubblico, dal momento che ci ha urinato, defecato e vomitato. «Ditemi voi un turista cosa può pensare - continua il cliente di prima -. Non è un bel biglietto da visita». Per non accorgersene bisogna essere molto distratti o, come una famigliola - padre, madre e due bambini piccoli, appena scesi dall'auto - di passaggio, troppo concentrati a capire come fare per pagare il biglietto. Altrimenti, è praticamente impossibile non notare quella situazione. «Nei giorni scorsi - commenta la lettrice che ha scritto alla Gazzetta - ho lasciato l'auto in parcheggio alle 11,30 e sono tornata a prenderla la sera del giorno dopo. Appena scesa, mi sono trovata davanti a uno spettacolo schifoso di rifiuti abbandonati. C'era da vomitare. Ho chiamato subito gli addetti e ho fatto loro presente lo stato di degrado. Mi hanno detto che non è loro responsabilità, ma alla sera successiva ho notato che avevano pulito un po'». Comunque, «l'odore era insopportabile e bisogna ricordare che per lasciare l'auto all'interno ho speso circa 25 euro. Che non è poco».
Inoltre, da donna, ha avuto paura a pensare quando la sera successiva sarebbe andata a riprendere il veicolo. «Non ero proprio tranquilla e per questo l'ho fatto presente» aggiunge. Inoltre, «temevo di non ritrovare l'auto “tutta intera”». Fortunatamente invece nessuno l'ha toccata. «Ma è stata mia premura - confessa - non lasciare niente in vista all'interno dell'abitacolo. Non si sa mai. Ma tutto questo mi ha dato proprio fastidio».
Una volta usciti «a riveder le stelle», ancora in via Villa Sant'Angelo, guardando bene, qualche altro «spunto» balza agli occhi. Bancali, bidoni rovesciati, resti di cibo, lattine, plastica e bottiglie vuote. Oltre a un monopattino lasciato a terra. Che probabilmente a chi lo ha utilizzato non serviva più.
Michele Ceparano
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