Intervista
«La terra siamo noi», scrive Erri De Luca. A ricordarcelo oggi alle 18.30 al Casinetto dei Boschi di Sala Baganza - nell’ambito della rassegna «I parchi della musica» - il divulgatore e giornalista scientifico Luigi Bignami che introdurrà il concerto inaugurale «Ad ognun la sua stagione» con il primo violino Luca Santaniello, la violinista Lycia Viganò, il violoncellista Mario Shirai Grigolato e il fisarmonicista Davide Vendraim, tra musiche di Vivaldi, Piazzolla, Verdi e Čajkovskij.
E con la passione e lo stupore di sempre il geologo e collaboratore di Focus TV, autore di preziosi documentari tra cui quello appena terminato sul clima della terra (disponibile su Mediaset Infinity), ci parlerà del nostro pianeta.
Mai come ora è importante celebrare la Terra... in che modo affronterà un tema tanto attuale quanto dibattuto?
«Non sarà una conferenza: racconterò il nostro pianeta in modo emotivo. Partirò dalle immagini più belle: come quella famosissima dell’Apollo 8 in cui per la prima volta l’uomo vide la terra sorgere da dietro la luna; o quelle riprese dagli astronauti dell’Apollo 17. Partirò dalla bellezza del nostro pianeta per poi approfondire le sue particolarità e le sue fragilità affrontando le problematiche dei nostri giorni: quelle di un pianeta di 12 mila e 742 km di diametro, ma con un’atmosfera di poche decine di km. Andare a toccare quest’atmosfera vuol dire distruggere la vita dell’uomo: e dobbiamo preservarci».
In che modo?
«Ormai tutti conoscono le modalità: ridurre l’impatto sull’atmosfera, evitare emissioni di gas serra... Ma il problema è che non c’è ancora da parte di tutti la coscienza delle reali condizioni: basta un negazionista su internet per deviare la consapevolezza. Ed è la gente che deve trasmettere l’urgenza a chi ci governa: è ora che i nostri grandi capi capiscano la drammaticità del problema e mettano in atto operazioni a lungo termine».
Penso all’attivista Greta Thunberg... non crede che i giovani abbiano maggiore consapevolezza?
«Ora la Thunberg è quasi scomparsa: purtroppo sono cose di moda e bisogna andare più a fondo. Nelle scuole l’educazione al nostro pianeta è venuta a crollare non esiste geografia e astronomia: e questa è una falla molto grossa. Bisogna rendere i giovani coscienti della situazione: e non basta un qualche insegnante ispirato, la televisione o i social, che come le ho detto spesso negano il problema».
E’ esperto di scienze della terra, aeronautica, astronomia (presto uscirà con il Sole24Ore il nuovo libro sul ritorno dell’uomo nello spazio), esobiologia... ma è anche pianista: che assonanza c’è tra la musica e la terra?
«Quando noi guardiamo la Terra dallo spazio non abbiamo bisogno di raccontarci la bellezza; vale anche per la musica: sono linguaggi universali».
Ripetiamo forte il messaggio: rivolto alla gente, ai politici...
«La Terra è bellissima e allo stesso tempo fragilissima: almeno per la vita dell’uomo». Ricordiamo ai lettori che le sagge parole di Bignami e il concerto sono a ingresso gratuito. Per info: iparchidellamusica@gmanil.com.
Mariacristina Maggi
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