COLLECCHIO
Milo, così lo ha chiamato chi lo ha catturato e salvato, si era davvero cacciato in un brutto guaio e chissà quale sarebbe stata la sua sorte se, qualche giorno fa, mentre si aggirava attorno alle case di San Martino Sinzano in cerca di cibo, qualcuno non avesse notato qualcosa di decisamente «strano» e pericoloso. A far scattare l’allarme, facendo intervenire le volontarie di «4 cats», è stato infatti il fatto che il gatto non avesse al collo un collarino, come quelli che ogni tanto i proprietari mettono ai propri mici per segnalare che non sono dei randagini, ma un grosso pezzo di tubo di plastica. Un «collare» davvero scomodo e che, oltre a rendere difficile l’acchiappare qualche preda da mettere nella pancia, iniziava anche ad essere stretto. E forse l’appetito accumulato è stato la «chiave» per acchiapparlo più velocemente. Piazzata una gabbia trappola, con all’interno qualche prelibatezza, è bastato attendere un po’ per sentire lo scatto della saracinesca che indicava che il micio era stato preso. Portato subito da una veterinaria che collabora con l’associazione, Milo è stato sedato e il «monile» che si portava al collo è stato tagliato e rimosso. «Può darsi che quella fascia di plastica fosse attaccata a qualcosa dentro cui c’era del cibo e Milo, con la poca prudenza tipica dei gattini, si sia infilato, spingendo, per arrivare a quello che voleva prendere – spiega la veterinaria -. Quando poi ha cercato di fare la manovra inversa forse il pezzo si è staccato rendendogli poi impossibile liberarsene senza un aiuto. Col passare dei mesi, e la crescita del micio, il “collare” iniziava a diventare stretto e rischiava di compromettere la sua salute». Fortunatamente, l’imprevisto «accessorio» non ha causato danni gravi e dopo un giorno di ricovero «in osservazione», visto che nel frattempo è stato anche castrato, il micio è tornato ad essere libero nel «suo» territorio.
C.D.C.
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