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Allarme in Giardino

Bocconi: sguinzagliata Senna, «militare» a 4 zampe

Bocconi: sguinzagliata Senna, «militare» a 4 zampe

di Chiara De Carli

20 Marzo 2024, 03:01

Un boccone avvelenato in un parco pubblico, a maggior ragione a pochi giorni dall’arrivo della primavera, è qualcosa di potenzialmente pericolosissimo non solo per i cani che si godono una passeggiata qualche ora sul prato con i loro padroni o per i gatti liberi che nei giardini cercano qualche piccola preda. Basta infatti che un bimbo raccolga una polpetta avvelenata e si porti le mani alla bocca per far accedere l’irreparabile.

E’ per questo che l’allarme scattato nei giorni scorsi al parco Ducale (dopo il ritrovamento di un boccone sospetto nell'area di sgambamento) e nella zona di via Gonella nei pressi dell'Eurosia, è stato ritenuto così urgente da suggerire al comando provinciale dei carabinieri di richiedere l’intervento di una vera specialista in materia.

E così, ieri mattina poco dopo le 9, in giardino è arrivata Senna, femmina di pastore tedesco di 4 anni - uno dei 16 «militari a quattro zampe» in servizio nell’Unità Cinofila Antiveleno dei Carabinieri Forestali - appositamente addestrata per la ricerca di esche avvelenate o imbottite di oggetti capaci di provocare lesioni gravi, come chiodi, puntine o pezzi di vetro.

«Senna lavora da quasi tre anni ed è stata protagonista di ottime operazioni di bonifica, anche su giardini privati - ha premesso il suo conduttore -. Un cane che presta servizio in un’amministrazione pubblica inizia più tardi l’addestramento rispetto ad altri perché prima di cominciare si cerca di escludere patologie che possano ridurre drasticamente la sua vita lavorativa, ma da quando viene scelto lavora quotidianamente con il suo conduttore». E vederla lavorare ha incuriosito anche tanti frequentatori del parco: condotta nella zona da «bonificare», Senna non si è lasciata distrarre da nulla, sedendosi e allontanandosi quando il suo naso coglieva qualche «odore» sospetto.

«Il cane viene addestrato a cercare qualcosa di “attraente” ma, una volta trovato, deve segnalare e allontanarsi subito per evitare qualsiasi rischio per la sua salute: a volte basta la parte volatile di un veleno per causare malesseri». L’operazione di bonifica, vista la dimensione del parco, è stata seguita anche da quattro guardie ecozoofile dell’Oipa, pronte a dare un supporto aggiuntivo in caso di necessità e aggiungere otto occhi al potente fiuto di Senna.

La mattinata di «indagine» non ha, fortunatamente, dato riscontri, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti gli amanti degli animali.

«La prima tutela per il cane è il guinzaglio - hanno ricordato i carabinieri forestali - tenere il proprio amico a quattro zampe vicino quando si passeggia e controllare sempre i suoi movimenti quando è libero in area cani sono le precauzioni da non dimenticare per non trasformare una passeggiata insieme in un ricordo drammatico».

L'impegno dei militari forestali
Il comandante Fedele: «La primavera è il periodo più a rischio»

«Nel periodo primaverile, i tentativi di avvelenamento di animali domestici e di fauna selvatica aumentano rispetto agli altri mesi dell’anno», spiega il colonnello Pier Luigi Fedele, commentando il doppio allarme bocconi avvelenati scattato in questi giorni. «Nei casi che riguardano gli animali domestici, capita spesso che vengano colpiti loro per recare un danno al proprietario. Dissapori tra vicini, disturbo notturno o deiezioni nelle proprietà altrui sono i motivi più frequenti che vengono addotti per gesti di questo tipo. Non bisogna però dimenticare che in nessun caso far del male, o peggio ancora uccidere, un animale può essere una giustificazione e che si tratta di reati che vengono severamente puniti, anche penalmente. L’impegno dei carabinieri forestali nella lotta all’uso dei veleni contro la fauna ha aumentato l’efficacia dal 2010 ad oggi con l’introduzione delle Unità Cinofile Antiveleno, nate con il progetto Life Antidoto e cresciute con Life Pluto, Life WolfAlps, Life MedWolf, Life Mirco Lupo (operativa nel parco dell’Appennino Tosco Emiliano, nda), e che oggi contano 16 cani addestrati alle ricerca e altrettanti conduttori dedicati».

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