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La raccolta differenziata è un disastro, sostiene, per l'ennesima volta, Pietro Vignali, capogruppo in consiglio comunale della lista Vignali sindaco, ricordando che «in soli dieci mesi ci sono state 2.501 segnalazioni per abbandono rifiuti». Sacchetti gettati ovunque, addetti alla raccolta che non passano e telecamere (poche) che non scoraggiano l'abbandono di immondizia. Questi i mali denunciati da Vignali, che lancia una proposta: «Torniamo ai cassonetti, perché ora il sistema non funziona».
Una proposta lanciata da colui che, una ventina di anni fa, quando era assessore all'Ambiente, introdusse la raccolta differenziata in città. «Attraverso il consorzio Priula portammo a Parma la differenziata con i bidoncini. Ma attenzione, il progetto riguardava solo le frazioni, per un totale di 40mila abitanti coinvolti», ricorda Vignali.
Ma perché l'allora assessore partì dalle frazioni e non dal centro storico? «Perché in periferia le abitazioni hanno, solitamente, più spazio per tenere i bidoncini. Cosa ben diversa accade in centro, dove le case non hanno giardini o balconi. Per questo motivo non avevo voluto introdurre la differenziata anche nel centro storico, per non penalizzare i residenti».
A portare la raccolta differenziata porta a porta in tutta Parma ci pensò Gabriele Folli, assessore all'Ambiente durante la prima amministrazione Pizzarotti che, nel maggio 2014, organizzò anche il «funerale del cassonetto», con tanto di corteo funebre in via Cavour, per dire addio all'ultimo cassonetto stradale della città.
A undici anni di distanza, Vignali chiede all'attuale amministrazione comunale di fare marcia indietro. «Parma è ormai sommersa dai rifiuti abbandonati e dal degrado urbano, ma dall’amministrazione comunale arrivano solo silenzi e giustificazioni imbarazzanti», premette Vignali, prima di rivelare alcuni numeri.
Secondo i dati ufficiali dell’app Comuni-Chiamo, scrive in una nota, nei primi dieci mesi dell’anno sono state registrate 2.501 segnalazioni per abbandono di rifiuti: 1.931 riguardano abbandoni ordinari, 570 riguardano rifiuti ingombranti. Per contrastare il fenomeno «il Comune può contare su solo 6 telecamere e 3 videotrappole, le stesse installate ben quattro anni fa durante l’amministrazione Pizzarotti».
Non è finita. Il capogruppo punta il dito anche contro «i disservizi di Iren, in quanto sono 622 le segnalazioni di mancata raccolta e 559 quelle per cassonetti insufficienti. «È un sistema questo che costa molto per la raccolta e che toglie risorse alla pulizia e spazzamento e ci consegna una città che sembra una discarica a cielo aperto e sporca. Bisogna prendere atto che questo sistema non funziona ripristinando i cassonetti». Modena e Mantova, ricorda, lo stanno già facendo, mentre in centro a Reggio, per carta, plastica e vetro, i cassonetti non sono mai scomparsi.
P.Dall.
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