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Concerto sotto l'albero

Fedeli e quel violino del 1709

Fedeli e quel violino del 1709

13 Dicembre 2025, 10:50

La bellezza, la luce, la dolcezza del «Concerto sotto l'albero» si accendono lunedì alle 20 al Teatro Regio di Parma (ingresso libero a offerta) con le voci di Daniela Cappiello e Davide Piaggio accompagnate dalla Filarmonica di Parma diretta da Andrea Chinaglia e dalla Corale Verdi guidata da Claudio Cirelli, alla viola Vittoria Benaglia. Il violinista Matteo Fedeli ospite di punta della serata condotta da Paolo Zoppi.

L'evento lirico scalda-cuore è organizzato dall'associazione Amici delle Piccole Figlie che da 18 anni è al fianco dei malati, e dei loro familiari, ospiti del Centro cure palliative Piccole Figlie di Parma ma anche al fianco di medici e operatori. Con due testimonial di lusso: l'attrice Amanda Sandrelli e il violinista Matteo Fedeli che sarà, appunto, nel cast del «Concerto sotto l'albero».

Maestro Fedeli, è testimonial da 8 anni dell'associazione. Come è nato questo percorso e cosa hanno rappresentato questi ultimi 8 anni per lei?

«Dico subito che è una fortuna poter portare gli strumenti, questi strumenti particolari che ho il privilegio di suonare, al di fuori dei contesti concertistici tradizionali; avvicinarli ad ambiti di fragilità. L'avventura è partita conoscendo Enrica Valla, presidente dell'associazione. Da lì ho avuto modo di portare il violino spesso all'Hospice. Questo mi ha dato una grande emozione perché chiaramente è un ambiente dove si arriva a un punto particolare della propria vita. Lì vedi proprio quale è la forza della musica, quale emozione può trasmettere, non solo per chi la suona, ma per chi la ascolta».

Lunedì al Regio che cosa suonerà?

«Quest'anno il programma è molto ricco; io farò un un brano particolare ma vorrei lasciare la sorpresa. Posso dire che l'ho scelto perché crea un rapporto molto stretto con il pubblico, ha una melodia che riesce a trasmettere una gamma di sensazioni, di sentimenti, di gioia e allo stesso tempo di malinconia. È un brano che porta l'anima in giro».

E quale violino suonerà?

«Un violino di Pietro Guarneri del 1709, quindi parliamo della grande famiglia di liutai Guarneri di Cremona. In particolare Pietro è stato liutaio e musicista, un dettaglio importante, lavorando sia a Cremona che a Mantova come primo violino della dell'orchestra di corte».

Che suono, che «voce» ha questo violino?

«I Guarneri tendenzialmente hanno sempre sonorità molto pastose, morbide... un suono caldo, ecco, questa direi è una delle caratteristiche principali».

Tra le volte che ha suonato per i pazienti dell'Hospice, c'è stata un'occasione particolare, per qualche ragione?

«Ogni esperienza è molto forte, ciascuna con proprie caratteristiche. Ma, in particolare, ricordo una giovane degente che disse di non voler ascoltare musica quando le comunicarono che sarei passato nelle camere. Poi sentì il violino suonare e chiese che entrassi nella sua stanza. Dopo il primo brano, mi domandò se potevo suonarne un altro perché si era sentita bene. Alla fine è stata lei a donarmi gioia».

Mara Pedrabissi

© Riproduzione riservata

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