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E' accaduto nel bagno di una scuola media della città

Lite a scuola tra due ragazzi, la bidella finisce in ospedale

Lite a scuola tra due ragazzi, la bidella finisce in ospedale

21 Gennaio 2026, 03:01

Da cosa sia nato quel litigio non è stato chiarito. Ma, forse poco conta: quello che è importante è che quei due ragazzini si sono trovati faccia a faccia, nel bagno della scuola e abbiano pensato che fosse giusto e normale regolarsela come fanno i grandi. O meglio: come loro credono che facciano i grandi.

E' accaduto l'altro ieri, intorno a mezzogiorno, in una scuola media della città (il nome dell'istituto viene taciuto per garantire la privacy dei ragazzi) e a fermare quella scazzottata decisamente violenta è dovuta intervenire una bidella che si è messa in mezzo. Un gesto giusto ma pericoloso: la collaboratrice è stata colpita ed è finita al pronto soccorso con alcune contusioni per fortuna guaribili in alcuni giorni.

Subito dopo sono intervenuti i docenti presenti nella scuola che hanno separato i due rivolgendosi al dirigente che ha allertato i genitori dei ragazzi. Naturalmente il gesto è stato sanzionato con la giusta fermezza, si è svolto un consiglio di classe e sembrerebbe che i due ragazzi, entrambi di una terza media, abbiano compreso la gravità della loro azione.

La bidella dovrebbe rientrare tra pochi giorni al lavoro e la speranza è che episodi del genere non accadano più anche se, purtroppo, la cronaca di questo periodo ci sta bombardando con brutte storie che vedono protagonisti ragazzini evidentemente confusi e pieni di una forte rabbia.

«Si tratta di un episodio da condannare, è ovvio - fanno sapere dall'istituto - ma sarebbe sbagliato alimentare l'impressione che le scuole sono violente, che non c'è controllo. Noi, al contrario, siamo subito intervenuti e abbiamo cercato di fare ragionare i ragazzi. Però è anche vero che la violenza non è una componente della scuola ma è una dinamica che coinvolge l'intera nostra società». E questo forse allora che ci dovrebbe preoccupare perché è impossibile che quello che accade nel mondo, ogni giorno, non entri nelle aule e non finisca per coinvolgere i nostri figli.

r.c.

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